Il Milan è ostaggio del mattone. Con RedBird zero identità e vittorie, solo scollamento con i tifosi. Quanto può durare ancora?
L'AC Milan è ostaggio della politica conservatoria di RedBird che poco c'entra col calcio, inteso come sport che muove la passione e l'anima degli appassionati. Nessuno nega che è finito il tempo dei Berlusconi, dei Moratti e degli Agnelli, il business calcio di alto livello ha abbandonato da tempo l'Italia ed è approdato in altri lidi, ma non si può negare neanche che una piazza storica come il Milan abbia perso il diritto di poter sognare di vincere sia aberrante. Lo dice Cardinale stesso che il suo intento è quello di rendere la lega competitiva, non che il Milan vinca sempre. Altrimenti sarebbe noioso. L'ha specificato più volte negli anni in varie interviste. Ma è noioso anche non vincere. E visto che sono passati 4 anni dall'ultima vittoria non sarebbe il caso di rimediare?
MODERNITÀ, MA A CHE PREZZO? - Elliott prima e RedBird poi hanno ridato una struttura moderna ed autosufficiente ad un club che era rimasto nel mesozoico calcistico. È un merito, non lo nega nessuno. Ma poi? Poi si è rimasti lì, ostaggi di un sistema che è interessato solo a galleggiare e mai al guizzo. E così le altre squadre partono per vincere, il Milan, per ammissione del suo stesso presidente (quando non parla di stadio), punta al piazzamento Champions. Perché così si può rimanere a galla, dicono. Ma il tifoso del Milan, qualsiasi tifoso, non vuole rimanere a galla. Vuole che si faccia il massimo per prevalere sugli altri e vincere.
IL MERCATO - RedBird ha preso un Milan scudettato e l'ha spogliato di ogni ambizione, di ogni passione, di ogni tipo di crescita sportiva. I dati raccontano di una cosa terrificante. Il Milan investe, pure tanto, ma lo fa male ed in modo isterico.
MERCATI IN ENTRATA
2022/23: 62 milioni di euro
2023/24: 132 milioni di euro
2024/25: 139 milioni di euro
2025/26: 170 milioni di euro
Totale di 503 milioni di euro investiti sul mercato, con una media di 125 milioni di euro a stagione.
MERCATI IN USCITA
2022/23: 11,11 milioni di euro
2023/24: 74.32 milioni di euro
2024/25: 53,66 milioni di euro
2025/26: 176,20 milioni di euro
Totale incassi: 314 milioni di euro
SOLO CONTI, NIENTE CAMPO - RedBird, con Giorgio Furlani a capo del club come AD, ha fatto e disfatto, fatto e disfatto, fatto e disfatto continuamente. Il Milan così non è mai più stato squadra, è diventato un punto di passaggio, una macchina di plusvalenze, un mero strumento finanziario, un ingranaggio oliato all'interno di un sistema che lascia tutto com'è e non permette di guardare in alto. Si investe quello che si guadagna, si vanno a prendere altri giocatori diversificando gli investimenti, come se stessimo parlando di alta finanza, per diminuire il rischio e aumentare il possibile ritorno sull'investimento. Da questo punto di vista il lavoro è ottimo: il club rossonero è tornato ad avere il bilancio in attivo, il monte ingaggi è sotto controllo, la UEFA e il FPF non fanno più paura. Scenario che sembra idilliaco.
Dall'altro lato c'è una squadra che negli ultimi tre anni è stata rivoltata come un calzino tra allenatori cambiati con estrema facilità e stravolgimenti nell'organico. Non ci sono punti fermi, e se ci sono sono temporanei, non c'è identità, non c'è riconoscimento verso il tifoso. Il tifoso, quello vero, quello hardcore, quello che sa che Curva guardare quando si entra a San Siro (ogni riferimento è voluto e non casuale), è visto come un fastidio. Il Milan vuole clienti, felici di spendere soldi e indifferenti quando in campo va male. Si veda Milan-Udinese 0-3 di sabato. Prima ancora che la partita finisse lo stadio si era praticamente svuotato. A lungo andare è un sistema sostenibile?
MALDINI AVEVA RAGIONE - Sembra quasi da ossessionati tornare sull'allontanamento di Maldini quando siamo nel 2026, ma è da lì che è iniziata la caduta libera del club, sportivamente parlando. Le parole dette in quella famosa intervista post scudetto oggi sono più attuali che mai: la scelta del club è stata diametralmente opposta ed i risultati si sono visti, purtroppo. Che poi, se Maldini è stato cacciato senza pensarci troppo, com'è possibile che i dirigenti attuali, Furlani in primis, siano ancora al loro posto dopo le umiliazioni sportive continue degli ultimi anni?
OSTAGGI - Non è il modus operandi in sé ad essere sbagliato, è come viene messo in atto e da chi viene messo in atto. Finché gli americani rimarranno al Milan, finché la prima pietra dello stadio non verrà posata e loro potranno monetizzare, il club rimarrà ostaggio di questo modo di pensare che può funzionare a Wall Street, ma che a San Siro è già sul punto di rottura. I tifosi sono ormai disillusi da questo Milan senza passione, ambizione e visione. Cosa succederà a questo Milan senza passione, ambizione e visione quando non ci saranno più i tifosi?