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Il Milan blocca la terza cessione: Robinho resta ma l'ingaggio pesa

di Matteo Calcagni

Dopo aver ceduto Thiago Silva e Ibrahimovic, il Milan non ha "triplicato", decidendo di non lasciar partire Robson de Souza. Il Santos, fortemente interessato a "O Rey de la Pedalata", avrebbe messo sul piatto un'offerta ritenuta insoddisfacente: il Diavolo, stando a quanto riportato da "Sky Sport 24", avrebbe richiesto almeno 15 milioni di euro, in modo da poter poi disporre di un discreto "gruzzolo" per un nuovo attaccante. La società paulista si è fermata alla proposta emersa negli ultimi giorni: 5/6 milioni più il cartellino di Rafael Cabral. Il portiere ventiduenne piace molto al Diavolo, ma al momento non è una priorità (vista l'abbondanza di estremi difensori) e se ne riparlarà probabilmente in futuro. La questione economica si è poi incrociata con quella tecnica: Robinho è ritenuto un giocatore importantissimo da Allegri, il quale l'ha utilizzato costantemente in questo biennio in rossonero. Perchè dunque si è pensato di cedere il brasiliano? Principalmente per motivi di ingaggio, visto che l'ex City percepirà 6 milioni netti per i prossimi due anni: uno stipendio pesantissimo e fuori dagli attuali standard economici societari. Il Santos non è però riuscito a convincere i rossoneri e, se non ci saranno novità entro venerdì (giorno di chiusura del mercato verdeoro in entrata), il ventottenne di São Vicente resterà sicuramente al Milan. In questo caso, per abbassare il lauto stipendio dell'ex Manchester City, si potrebbe pensare al solito "spalmamento": Galliani potrebbe prolungare e spalmare il contratto dell'attaccante, passando da 6 a 4 milioni netti fino al 2015.


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