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Ibra vince il braccio di ferro: Rangnick scarica il Milan. Cardinale punto a capo

di Francesco Finulli

Diciannove giorni dal lunedì in cui Gerry Cardinale ha esonerato allenatore, dirigenti e CEO e nonostante questo il Milan è punto a capo. La notizia delle ultime ore, già ampiamente circolata, è che Ralf Rangnick ha rifiutato la proposta del Milan: troppo silenzio e troppo tempo per far sapere se le sue condizioni sarebbero state accettate, con il Mondiale imminente il tedesco non vuole rimanere in ballo. In questo senso "vince" Zlatan Ibrahimovic che non voleva i pieni poteri per il potenziale nuovo direttore tecnico.

RANGNICK SCARICA IL MILAN: IBRA LA CAUSA

Nell'analizzare la decisione di Ralf Rangnick di interrompere ogni comunicazione con il Milan e proseguire verosimilmente da Ct dell'Austria, il Corriere dello Sport affronta subito l'elefante nella stanza di cui tutti sapevano l'esistenza: Zlatan Ibrahimovic. Il manager tedesco, nei suoi due colloqui con Gerry Cardinale e la proprietà rossonera, aveva chiesto carta bianca per fare il direttore tecnico: questo includeva oltre alla possibilità di scegliersi i suoi uomini, anche zero interferenze dall'esterno e in particolare da Ibra che nel recente passato ha sempre cercato di metterci lo zampino con risultati più confusionari che altro. Rangnick aspettava una risposta prima di iniziare il suo Mondiale alla guida dell'Austria: il silenzio si è prolungato e dunque il tedesco ha deciso di metterci una pietro sopra definitivamente.

MILAN PUNTO A CAPO: CAOS SU TUTTI I LIVELLI

E così, a quasi tre settimane dalla fine della stagione, a un mese dall'inizio di quella nuova e a circa un paio di settimane dall'inizio del calciomercato, il Milan e Gerry Cardinale si trovano punto a capo. L'idea del proprietario era scegliere il direttore tecnico e poi l'allenatore, ora bisognerà andare a cercare un'altra figura che accetti le condizioni imposte dal Milan e da Ibrahimovic. Lato allenatore anche non emerge un candidato vincente: sullo sfondo rimane Glasner anche se ieri ci sono stati contatti di Calvelli con Matthias Jaissle, giovane ma costoso. Non va tolto dalla lista nemmeno Ruben Amorim. In tutto questo il caos rossonero si estende sulla rosa: senza dirigenti, allenatori e un piano preciso, non si possono gestire tutte le situazioni in bilico della squadra: con chi parla Modric? E Leao? E Rabiot? Chi verrà acquistato? Tutto è ancora avvolto nel mistero, sempre più surreale.


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