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Ibra e la mancanza di rispetto verso i tifosi del Milan. E quelle telefonate...

di Antonio Vitiello

I post quotidiani di Zlatan Ibrahimovic sembrano proprio una provocazione nei confronti di una tifoseria che sta attraversando uno dei momenti peggiori della storia recente. In un club in cui è stato azzerato tutto, e in cui si sta cancellando giorno dopo giorno l’identità rossonera, Ibrahimovic considera solo i suoi affari personali senza avere la sensibilità di pensare allo stato d’animo dei tifosi che un tempo lo hanno amato alla follia quando era giocatore. Avrà firmato contratti milionari con sponsor in vista del Mondiale, e quindi è comprensibile che alcuni spot siano “obbligatori” da postare, ma sarebbe stato più elegante un messaggio nei confronti di una tifoseria spaesata e preoccupata per il futuro. Parole di rassicurazione invece di indifferenza totale verso il popolo milanista che lo contesta e chiede la sua uscita dal club.

GLI INTERVENTI DI IBRAHIMOVIC

Qualcuno ha provato a smorzare i toni affermando che Zlatan ormai non si occupa più di Milan a livello sportivo ma solo del suo brand e del marchio rossonero, però Ibra ha partecipato all’incontro di 6 ore con Glasner in Germania oppure ha telefonato recentemente sia allenatori che direttore sportivi per sondare a nome del Milan. Oppure ha proposto alcuni nomi per colmare i vuoti in dirigenza, dimostrando al contrario di non aver rinunciato a dire la sua. E soprattutto, l’anno scorso sembrava che si fosse defilato, salvo poi riapparire in primavera interferendo gravemente con il lavoro dell’allenatore e con alcuni giocatori.

IBRA DECIDA COSA FARE

Insomma il suo ruolo ibrido è un problema. La sua funzione di stretto collaboratore, socio di Gerry Cardinale, e di “consigliere” del proprietario, avrà sempre un peso. Ibrahimovic per natura non è uno che si fa mettere in disparte, e lo ha dimostrato pure l’anno scorso con la lotta intestina che ha portato poi il Diavolo ad implodere. A questo punto Zlatan deve scegliere: dentro o fuori dal Milan. La sua non può essere una posizione incerta, e in un modo o nell’altro deve essere definitiva.


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