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Gimenez, dalla promessa di capocannoniere del Mondiale ad essere una riserva: Bebote che succede?

di Andrea La Manna

"Quando indossi la maglia della Nazionale rappresenti un intero Paese quindi hai una grande responsabilità, ma allo stesso tempo è una cosa bellissima. So che il Messico, con la sua gente, in casa, è molto forte. Sono convinto che sarà un grande Mondiale. Vincerà il Messico e sarò il capocannoniere (ride, ndr)" Aveva dichiarato il Bebote Gimenez a Billboard Italia in un'intervista condivisa con il rapper e tifoso rossonero Ernia. Sarcastico, senza dubbio, ma Santi ci ha abituato a queste dichiarazioni kamikaze nel corso della stagione. Per ora però i suoi piani sono da rivedere.

SANTI GIMENEZ, IL MESSICO VINCE BENE MA LUI NON GIOCA

Ieri, nella partita inaugurale del Mondiale, il Messico ha battuto 2-0 il Sudafrica e si è portato al comando del girone A. Per El Tricolor a segno la punta titolare, Jimenez, ma con la "J" e non con la "G". Il 35enne attaccante del Wolves è partito avanti nelle gerarchie di Javier Aguirre e sicuramente dopo il gol e la prestazione di ieri la situazione non sembra poter cambiare, almeno nell'immediato. Non essendo una nazionale tra le candidate per arrivare fino in fondo, almeno sulla carta, il rischio è che i campi degli stadi americani verranno calcati poco dal Bebote e questo potrebbe portargli ulteriore sfiducia e soprattutto una svalutazione sul mercato.

MILAN-GIMENEZ, CHE SI FA? FUTURO TUTTO DA SCRIVERE

Tornando a parlare di Milan, perché ad oggi Gimenez è una punta rossonera, il suo futuro a Milano è più che mai in discussione. Nonostante siano ancora acerbi tutti i discorsi legati al futuro dei calciatori, dato che ancora manca la parte dirigenziale e sportiva che dovranno preparare la prossima stagione, pensare di ripartire con il numero 7 titolare è un'idea per lo meno forzata. Quest'anno il messicano ha chiuso a zero gol e, infortunio a parte, sia pre che post operazione l'ex Feyenoord non ha mai inciso davvero. Poi lo sappiamo, Santi è un ragazzo molto sensibile che si lascia trascinare dagli eventi, dalle emozioni, sia negative che positive e dunque il pericolo è che, data l'assenza di good feeling da parecchio tempo a questa parte, il suo rapporto col Milan, a prescindere dal nuovo allenatore e dal modulo, possa essere arrivato al capolinea.


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