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Frenata Milan: quali sono i motivi dietro questo rallentamento?

di Andrea La Manna

Non era iniziato affatto male il gennaio dei rossoneri che, dopo un primo tempo poco produttivo dal punto di vista offensivo ma con la partita sempre in totale controllo, aveva superato il Cagliari per 1-0 senza mai rischiare di pareggiarla. Nonostante ciò però alcune avvisaglie di un possibile calo si erano già palesate dalla partita precedente a dir la verità, contro il Verona, dove dopo un primo tempo molto negativo era stato il solito Pulisic a sbloccarla e a portare il match sui binari giusti. E infatti, dopo la trasferta di Cagliari il Milan non ha più vinto: pareggio casalingo contro il Genoa e pareggio in trasferta a Firenze. Due pareggi che si somigliano molto per come sono arrivati: gol del pari nei minuti finali della gara con gli avversari che sfiorano il gol beffa del definitivo vantaggio a recupero inoltrato. Ma quali sono le cause di questa frenata rossonera? Ne abbiamo individuate tre principali.

FORMA NON ECCELLENTE PER TANTI TOP - I trascinatori della squadra, i punti fermi, i cosiddetti top vivono quasi tutti un momento di scarsa forma fisica. Saelemaekers, Leao, Pulisic e Rabiot sono pedine indispensabili per Mister Allegri ma ognuno di loro, per motivi diversi, non è al 100% della condizone. Partendo dal belga, il motivo è evidente: non c'è una seconda linea affidabile che lo può far rifiatare e di conseguenza è sempre schierato titolare. Per questo, visto anche il ruolo molto dispendioso a livello fisico, sarebbe indubbiamente necessario farlo riposare almeno per una partita. Per Leao e Pulisic invece il motivo è legato a piccoli problemi fisici che non permettono al 10 e all'11 di performare al massimo. Pulisic lotta quotidianamente con un piccolo problema al flessore e Leao sembra non poter scattare e correre come vorrebbe e come sa fare. Infine Rabiot, fermo ai box per più di un mese per la lesione al soleo del polpaccio sinistro, una volta tornato ha sempre giocato titolare e forse anche a lui servirebbe rifiatare qualche minuto. 

TOURNOVER POCO REMUNERATIVO - Questo secondo motivo si lega strettamente alle fatiche fisiche dei giocatori sopracitati: il tournover, come abbiamo visto a Firenze, non dà piene garanzie al tecnico rossonero che quindi, salvo casi eccezionali, evita il più possibile di cambiare i suoi top 11 se non per qualche cambio sporadico e singolo. De Winter ha inizato molto male la sue esperienza a Milano anche se ora sembra essere in crescita, Ricci e Jashari non sembrano tenere il passo, almeno a livello fisico, nei 90 minuti, Loftus-Cheek è tornato a vivere l'ennesimo periodo negativo, Estupinian e Atekhame non si stanno rivelando all'altezza del contesto e risultano poco affidabili, davanti con l'infortunio di Gimenez c'era fino a pochi giorni fa il solo Nkunku che finalmente però sembra essersi definitivamente sbloccato sia a livello realizzativo sia a livello psicologico. Tutto questo come detto porta Allegri a cambiare il meno possibile l'11 titolare e questo poi inevitabilmente incide sulla stanchezza della squadra. 

POCA INTENSITÀ - Anche questo terzo punto si collega parzialmente al primo. Se i giocatori top non sono al massimo della forma il risultato è che la squadra gioca sotto ritmo e non ha l'intensità giusta per giocare una partita intera. Di fatto è da parecchie giornate che ci ritroviamo nel post partita a dire che i rossoneri hanno regalato un tempo all'avversario, che sia il primo come con Verona e Cagliari o che sia il secondo come contro la Fiorentina. Quello che risulta evidente è la poca intensità con la quale la squadra interpreta e gioca uno dei due tempi e di conseguenza aumentano le difficoltà e diminuiscono le possibilità di vittoria. 


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