Everybody viva il Duca
Il pensiero che ha attraversato la mente di tanti milanisti quest'anno è il seguente: "Ma Rabiot è sempre stato così forte?". Non che alla Juventus non fosse un buon giocatore, anzi. Ma, almeno a sentire l'umore del popolo bianconero, sembrava sempre che gli mancasse un qualcosina per esplodere definitivamente, limitandosi "solo" alle sgroppate da cavallo pazzo, primo soprannome, e ad un buon bottino di gol per un centrocampista. Poi l'anno con Allegri, l'anno in Francia con De Zerbi ed eccolo qua in una nuova veste: il Duca.
Il gancio del titolo ovviamente è goliardico e si basa sul tormentone (abbastanza controverso) delle ultime settimane che spopola su Spotify e non solo ed è solo un piccolo gioco di parole, niente di più. Ma da tormentone a tormento, in questo caso per le squadre avversarie, il passo è breve. L'Adrien rossonero è diventato un giocatore estremamente completo. Attacca, difende, gestisce, sprona, è leader e guida i compagni.
Anche Allegri riconosce al francese una crescita che ha elevato il suo status. Ieri sera, in conferenza, a domanda se è questa la miglior versione di Adrien ha risposto in modo affermativo: "Secondo me sì. Deve ancora migliorare qualcosina perché a volte mi fa arrabbiare ma lui e Modric sono un esempio per tutti". E ancora: "Così come tutti i grandi i campioni, nel momento di difficoltà o nel momento in cui c'è da aggredire l'avversario, sono molto bravi". E infatti il mister, tranne che a Firenze dove è entrato all'ora di gioco, lo ha sempre schierato titolare. E con lui in campo, in Serie A, il Milan non ha mai perso. La lite con Rowe al Marsiglia e la brutta sconfitta alla prima giornata contro la Cremonese a questo punto possono essere guardate con un bel sorriso sornione in faccia.
Lui ovviamente parla da calciatore forte e che sa di esserlo: "Penso di poter crescere ogni anno. A 30 stai bene, hai esperienza e la mentalità. È un momento bello, anche l'anno scorso ho fatto bene al Marsiglia così come alla Juve. Posso crescere ancora, mi alleno ogni giorno per migliorare. È un bel momento, ma non credo sia il migliore della mia carriera perché posso crescere ancora". E subito dopo tiene dritta la barra dell'attenzione, sottolineando anche un bel merito della squadra, che da completa outsider sta tenendo aperto il campionato: "L'obiettivo del club è arrivare tra le prime quattro. Volevo staccare la Roma ed è andata bene. Prima allunghiamo sul quinto posto e poi penseremo a guardare chi sta sopra. Se stiamo tenendo aperto il campionato? Credo sia vero. Se continueremo così magari potremo arrivare in alto, ma per ora restiamo concentrati sul nostro obiettivo che è tornare in Champions".
E pensare che a fine agosto il Milan è riuscito a pagarlo anche meno di 10 milioni di euro... Un affare che a questo punto ha quasi dell'incredibile vedendo l'impatto enorme che ha avuto in campo. La coppia con Modric è completa in tutto, la presenza del francese ha fatto bene anche a Bartesaghi e Pavlovic, che giocano molto più liberi e la sicurezza di avere nelle vicinanze un calciatore su cui fare affidamento in ogni fase della partita. Con la partita di ieri è arrivato, ormai superata di poco la metà del campionato, a 4 gol e 4 assist... Bottino davvero niente male. A Milano e a Milanello tutti amano il Duca.