ESCLUSIVA MN - Pancaro: "Per il Milan il Derby è l'ultimo treno per restare attaccato alla corsa scudetto"
Domenica si gioca il derby, partita che potrebbe avere un peso specifico determinante sul destino di questo campionato. Di questa importante sfida ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di MilanNews.it Giuseppe Pancaro, ex giocatore rossonero che in carriera ha avuto modo di essere protagonista in tre di questi derby, vincendone due (nella stagione 2003/2004) e pareggiandone uno (2004/2005).
Domenica il derby: secondo lei questa partita chiuderà definitivamente il campionato, o la riaprirà?
"Dopo il derby dovrebbero mancare 10 partite, quindi 30 punti, che sono ancora tanti. Il calcio ci ha insegnato che alla fine può succedere di tutto fino a quando la matematica non chiude il discorso. È anche vero che se dovesse vincere l'Inter a quel punto metterebbe una seria ipoteca sulla vittoria dello scudetto".
Per chi è più importante questo derby: il Milan o l’Inter?
"È una partita importante per entrambe, però per il Milan forse è l'ultimo treno per poter rimanere incollata alla corsa scudetto, per poter tenere ancora viva la speranza di vincere il tricolore".
Dove si vincerà secondo lei il derby? In difesa, in attacco, nei singoli…
"Io penso che le due squadre se la giocheranno con le rispettive armi. Sono due squadre che hanno un'identità ben precisa: l'Inter proverà a dominare la partita e di vincere attraverso il fraseggio e il dominio del gioco. Il Milan invece cercherà di difendersi bene, compatti, cercando di fare male in contropiede o in ripartenza con i giocatori che ha, in particolare Leao, che in campo aperto può diventare devastante".
Leao viene tanto criticato ma i numeri sono dalla sua: la convince da prima punta, ma soprattutto, può essere l’uomo in più del Milan domenica?
"Questa è stata un'intuizione geniale di Allegri di spostare Leao centravanti, togliendogli quasi ogni compito difensivo, cosa che lui faceva fatica a fare. Quindi lasciandolo libero di dedicarsi esclusivamente alla fase offensiva, di rimanere fresco e di poter sfruttare su campo aperto le sue qualità migliori".
Come valuta il lavoro fino a qui di Massimiliano Allegri? Pensa che le critiche rivolte sul gioco sono esagerate?
"Non è un Milan spettacolare il suo, però il lavoro ad oggi più che positivo, perché il Milan veniva da alcuni anni negativi ed Allegri ha riportato il Milan a rigiocare per i primi posti del campionato. I risultati sicuramente sono positivi".
Si parla della possibilità che possa andare via già l’anno prossimo: crede che il Milan debba puntare ancora su di lui?
"I risultati sono dalla sua parte, quindi secondo me quando un allenatore porta alla fine i risultati è giusto continuare con lui".
Modric a 40 anni fa ancora la differenza: se lo aspettava?
"È un fuoriclasse, e i fuoriclasse non hanno età".