ESCLUSIVA MN - Mancini (DAZN): "Campionato mai realmente chiuso, ma anche senza scudetto non sarà fallimento per il Milan"
Fonte: A cura di Niccolò Crespi
Riccardo Mancini, voce di DAZN ed opinionista sportivo è intervenuto così in esclusiva per la redazione di MilanNews.it. Di seguito le sue considerazioni sulla lotta scudetto, sul tema Leao e le ambizioni del Milan di Massimiliano Allegri.
Un campionato riaperto?
“Forse non si è mai definitamente chiuso. Credo stia all’Inter la responsabilità di dare un segnale e una risposta sul campo. Napoli e Milan stanno bene di testa e si vede ogni settimana, entrambe possono disturbare seriamente questa Inter. La gara del Maradona ci dirà se davvero esisterà qualcuno in grado di duellare fino alla fine contro i nerazzurri, anche se credo che in generale nelle prossime due partite ci si giochi tanto se non tutto per lo scudetto”.
Verso Napoli-Milan..
“Pesa molto. Chi vince è di fatto la vera inseguitrice dell’Inter, a patto che i nerazzurri rallentino e non è scontato. È un campionato molto imprevedibile ed equilibrato, tutto dipenderà dai risultati dell’Inter secondo me. Una bella prova di forza per tutti”.
E sul lavoro di mister Allegri finora?
“Il Milan ha fatto la stagione che doveva fare, è in linea per tornare in Champions. Più che altro credo che i rossoneri abbiano ampiamente dimostrato di poter competere per lo scudetto ad alti livelli, ma è come se a volte sia mancato il piano B. Sono stati persi punti pesanti contro le piccole, ad esempio. Non so quanto sia stata funzionale la frase di Allegri quando dice che questa squadra poteva lottare per la champions e non per altro. Ho letto e sentito da interviste dei giocatori che il sogno scudetto era vivo. Mi aspettavo dal Milan uno scatto un più, uno step in più ecco. Per il Milan è una sorta di anno zero. Il secondo posto non dev’essere per forza un fallimento, ma in questo momento l’appetito vien mangiando. Anche se non dovesse arrivare lo scudetto la stagione da fare era questa, se arriva secondo però è un mattoncino ideale per costruire qualcosa di più importante l’anno prossimo”.
Il focus Leao
"Rafa dovrebbe essere sfruttato in modo differente. Nel suo Prime con Pioli giocava larghissimo a sinistra, avrebbe bisogno di essere messo in altre condizioni. Il centravanti non è il suo ruolo. È chiaro che chi debba mettere un po’ lui del suo per crescere e migliorare. È il talento migliore di questa rosa, gli va data una certa importanza”.
Una Serie A con pochi italiani
“Pochi italiani e poco sfruttamento dei settori giovani. Ci sono stati pochi talenti italiani che hanno spiccato negli ultimi anni. È un contesto che esula da esula del Milan, che non c’entra niente secondo me. Spero ci sia più coraggio e personalità nel lanciare più italiani. Non c’è pazienza, non c’è la volontà di crescere in Serie A per un giocatore italiano, ed è un grande peccato”.