ESCLUSIVA MN - Braida: "Ibra e Moncada hanno bisogno di capire cosa sia il Milan. Maldini è una figura che manca"
Milan in crisi di risultati, di gioco, di senso d'appartenenza. Dopo il ko contro il Bologna la classifica dice che la squadra di Sergio Conceiçao è ottava in classifica, non solo lontanissima dalla zona Champions ma persino fuori da ogni competizione europea. E monta la caccia al colpevole: proprietà? dirigenza? allenatore? giocatori? Ne abbiamo parlato con lo storico direttore sportivo dei rossoneri nell'era d'oro di Berlusconi, ossia Ariedo Braida. Ecco le sue parole, in esclusiva per MilanNews.it.
Ariedo Braida, la situazione al Milan sta precipitando. Da fuori che idea si è fatto?
"Quando le cose vanno bene sembra che tutto debba sempre andare a gonfie vele e che non ci siano tempi bui. Poi all'improvviso le cose smettono di funzionare. Nel calcio inaspettatamente arrivano le crisi, si fatica a capire cosa succeda. Ecco, in questo momento è quello che sta succedendo al Milan".
Sul banco degli imputati ormai sono sempre più persone: dalla proprietà, alla dirigenza ai giocatori
"Ci sono tanti aspetti da considerare, non uno solo. In questo momento nel Milan c'è una crisi d'identità. Sono milanista e soffro, non voglio criticare. Dico però che bisogna ricreare un gruppo attraverso il senso di appartenenza. Sembra banale, ma è un qualcosa di realmente importante. Se non hai certi valori si sfalda tutto".
Si riferisce alla dirigenza o alla squadra?
"Mi riferisco all'ambiente tutto nell'insieme. Dal vertice più alto fino alla base della piramide. Il Milan ha una grande storia, un grande passato. Dopo il Real Madrid è la squadra che ha vinto più Champions. Bisogna capire l'importanza di vestire questa maglia, il senso di responsabilità nel rappresentare questo club. Il grande Milan ha costruito i suoi successi attraverso il senso di appartenenza, attraverso una chiara identità".
Solo un anno fa il Milan arrivava secondo
"Le crisi arrivano sempre, arrivano a tutti. Guardate il Manchester City. La differenza la fa il saper trovare le soluzioni. Sotto questo aspetto al Milan manca l'esperienza necessaria. E l'esperienza è importante, magari non la cosa più importante ma ti aiuta di sicuro. Ed è una cosa che non si compra".
Ibrahimovic e Moncada avrebbero bisogno di una figura d'esperienza che li affiancasse?
"Fra qualche anno saranno molto più bravi di adesso. Ma hanno bisogno di capire cosa sia il Milan. Poi gli errori li commettiamo tutti, però bisogna avere anche il talento per capire chi può giocare o no a San Siro".
Si riferisce a qualcuno in particolare?
"Non faccio nomi perché non va bene, ma dico solo che San Siro non è per tutti. E ci sono giocatori che non hanno il talento, la classe per farlo. Ecco, bisogna intuire quali giocatori possono giocare e quali no".
Lei parlava di identità: in molti evidenziano come il peccato originale sia stato l'allontanamento di Paolo Maldini
"Maldini è una figura che manca ed è un peccato. Perché ha scritto la storia e ha la cultura milanista. Questo è il punto: serve gente che abbia la cultura del Milan. Gente come lui che le può inculcare grazie al suo senso di appartenenza, all'identità, al suo vissuto, a quello che ha contribuito a scrivere".
Il suo Milan visse due anni terribili tra il 1996 e il 1998: un undicesimo e un decimo posto nonostante l'indubbia qualità della rosa. Nell'estate del 1998 avete rivoluzionato la squadra ed è arrivato lo scudetto
"Facemmo una scelta di rottura con Zaccheroni che giocava a 3, dopo che il Milan ha sempre giocato a 4 dietro. Ma al di là dei moduli, serve che un allenatore abbia la capacità di uscire dall'impasse con un guizzo, con una trovata. Ancelotti, ad esempio, si inventò Pirlo davanti alla difesa. L'allenatore deve saper sviluppare situazioni nuove, perché il calcio è in movimento continuo, non è statico".
Conceiçao sembra essere in grossa difficoltà
"Non mi permetto di giudicarlo. Sa di aver commesso qualche errore, come normale che sia. Il punto è riuscire a trovare le soluzioni. Ed è quello che gli auguro, per il bene suo e del Milan. Purtroppo quest'anno si soffre, l'annata è deludente".
In chiusura: i tifosi hanno contestato la proprietà anche a Bologna, sin dalle prime battute dell'incontro. I fatti dicono che dall'addio di Berlusconi il Milan ha vinto solo un campionato
"Uomini come Berlusconi sono di un livello tale che sostituirli è difficile. Oggi uno può anche avere l'ambizione, però non basta".