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E' Ibra la vera ossessione. Quattro cannonate e gli inglesi Van Persie

di Francesco Specchia

 

Ritorno al passato. Il Diavolo arriva alla sfida di San Siro con il forcone appuntito, lucido e con la convinzione che se il calcio italiano offre agli ottavi più squadre di tutti gli altri campionati un motivo c'è, e si vede. Il tempo si ferma e si respira quell'aria magica delle notti più dolci. Polvere di campioni. Dentro Mexes per un Nesta non al meglio, Antonini vince tutti i ballottaggi e parte dal primo minuto. Questa volta Allegri gioca tutti i jolly. Pesca dal mazzo Kevin Prince Boateng anche se non possiede i 90 minuti nelle gambe. Il ghanese ricambia la fiducia con il terzo gol in Europa. Tre gemme, una più bella dell'altra. Missile terra-aria che bacia la traversa e trafigge l'estremo difensore del Bate Borisov, l'opera d'arte con il Barca e la rete all'Arsenal. Il non più sorprendente Nocerino sforna l'assist al bacio per il petto tatuato del numero 27. Coordinazione, tecnica e volée che non lascia scampo a Szczesny. Ritmo e velocità rendono il Milan l' "inglese" in campo nel primo tempo. Tutti in piedi ad applaudire IBRAHIMOVIC. L'uomo che nelle grandi occasioni non c'è, contro l'Arsenal porta bacchetta, cappello e coniglio al seguito. Assist per Prince liberato solo davanti al portiere con un collo esterno destro al bacio e palla filtrante che apre le porte del Paradiso ad Antonini al termine del primo tempo. Non ci dimentichiamo… Scatto al limite del fuorigioco ad eludere la difesa gialla dei Gunners e palla per la testa di Robinho che chiude gli occhi e si trasforma da sponda per il tiro/sponda di Ibra. Palla nell'angolino sul secondo palo. I primi 45 minuti si chiudono con la sostituzione di Koscielny per ovvi motivi di smarrimento. Al suo posto Wenger spolvera Djorou. Al rientro dagli spogliatoi Henry subito in campo per provare ad alzare il baricentro di una squadra schiacciata nella propria metà campo. Altro tiro, altro gol, altro assist. Lo svedese trova il secondo coniglio in un cappello senza fondo e Binho si scopre freddo come mai in questa stagione. Tutto troppo bello. Indiavolato. Al 65esimo esulta anche Abbiati, miracoloso sul tiro mancino al volo di Van Persie. Festa grande. Terzo coniglio. Palla c'è, palla non c'è. Ibra giù e tutti in piedi. Il numero 11 eguaglia il maggior numero di realizzazioni in una stagione in Champions, ben 5, per un totale di 25 reti nella competizione europea in carriera. Nozze d'argento nel giorno dei single e quarto coniglio del match. Gegio questa sera tornerà a casa senza voce.

L'Europa è avvisata, il Milan fa paura. Ibra non è decisivo nelle partite che contano? Risponde il campo!


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