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Da una difesa tecnica agli esterni alti: Milan, ecco come gioca Amorim

di Federico Calabrese

Il nuovo ciclo del Milan ripartirà da Ruben Amorim. L’allenatore portoghese ha costruito la propria reputazione attraverso un’idea di calcio estremamente riconoscibile, fatta di principi chiari, automatismi consolidati e una forte attenzione alle occupazioni degli spazi. Stamattina il Corriere dello Sport traccia un approfondimento su quello che sarà il modo di giocare del portoghese.

I SISTEMI DI RIFERIMENTO DEL PORTOGHESE

Il sistema di riferimento è il 3-4-2-1, con possibili variazioni sul 3-4-3, ma ciò che conta davvero non è il numero scritto sulla lavagna. Amorim chiede alla squadra di dominare le partite attraverso il possesso organizzato, la pressione aggressiva e una continua ricerca della superiorità numerica nelle diverse zone del campo. Ogni giocatore deve sapere esattamente dove posizionarsi e come muoversi in relazione ai compagni.

La figura centrale del progetto resta il centravanti. Nel calcio di Amorim, la punta non è soltanto il terminale offensivo chiamato a finalizzare. Deve saper attaccare la profondità, proteggere il pallone, guidare il pressing e favorire la risalita della squadra. È un ruolo che richiede intensità, mobilità e una partecipazione costante a entrambe le fasi di gioco. Per questo motivo l’eventuale costruzione della rosa passerebbe inevitabilmente dalla ricerca di un attaccante capace di interpretare tali compiti.

IL FONDAMENTALE RUOLO DELL'ATTACCO

Alle spalle del numero nove trovano spazio due giocatori offensivi particolarmente dinamici. Non sono trequartisti tradizionali né semplici ali: devono saper cucire il gioco, muoversi tra le linee, creare superiorità nell’uno contro uno e accompagnare l’azione in area. La loro versatilità rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’intero sistema.

Fondamentale è anche il lavoro degli esterni. In fase offensiva vengono spinti molto in alto, fino a occupare la stessa linea degli attaccanti. È così che la struttura iniziale si trasforma, portando numerosi uomini negli ultimi trenta metri e aumentando le soluzioni di passaggio.

UN MILAN VERTICALE MA ORGANIZZATO

Anche la difesa assume un ruolo attivo nella costruzione. I tre centrali non sono semplici marcatori: devono partecipare alla manovra, rompere le linee di pressione avversarie e contribuire alla prima impostazione. Per Amorim la qualità tecnica dei difensori è un requisito imprescindibile. Amorim si aspetta un Milan intenso, verticale quando necessario ma sempre organizzato, capace di attaccare con molti uomini e difendere in avanti. Un calcio moderno, ambizioso e soprattutto riconoscibile, nel quale l’identità collettiva viene prima delle individualità. Da qui ripartirà il nuovo Milan.


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