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De Ketelaere: "Primi mesi al Milan negativi, ma non mi pento della scelta. Non segnare? Certo che mi pesa..."

di Gianluigi Torre

Intervistato a Het Laatste Nieuws, Charles De Ketelaere ha racconto del suo momento tra Milan e Belgio. Queste le sue parole:

Tedesco (ct Belgio) ha detto che ti fa bene staccare dal Milan ed essere in Nazionale...
"Sì, da una parte è vero ma non voglio vederlo in questo modo perché altrimenti può sembrare che non mi piace stare al Milan. E non è assolutamente il caso".

Ti dà fiducia questa convocazione?
"Mi fa tanto piacere avere questa possibilità di mettermi in mostra e di migliorare giocando anche in nazionale".

Sull’esperienza al mondiale?
"È stata una grande delusione per me personalmente - ho giocato soltanto 15min - ma sono più deluso per la nazione e i tifosi. Non sono mai stato una persona che pensa soltanto a se stesso ma sempre alla squadra in cui gioca".

Sui primi mesi al Milan...
"Deludenti, anzi negativi. Sicuramente non erano le miei aspettative. Dopo un'ottima stagione con il Bruges e dopo il trasferimento al Milan, di cui non mi pento, avrei sperato di essere più importante di quello che sono stato finora".

C'è un motivo?
"Ci sono tanti motivi. Uno è l'ambiente, un livello di calcio superiore, l’adattamento a tante cose. La vita fuori dal campo".

Inizio positivo con l'assist contro il Bologna, poi cosa è successo?
"Stranamente non trovo che in quella partita le miei prestazioni siano state così superiori rispetto a quelle di un'altra partita dove mi hanno descritto come scarso, e questo soltanto per il fatto che ho fatto un assist nella partita del debutto. Comunque sia, io giudico le mie prestazione in una maniera diversa delle persone o dalla stampa. Cerco di guardare più il lato tecnico e cosi provo di migliorare la partita seguente".

Sulle critiche...
"Ammetto che in una maniera o nell'altra mi arrivano quei commenti ma non mi sono mai focalizzato sulle critiche. Al Bruges ne ho ricevute tante, sia positive che negative. Al Milan i commenti in principio erano positivi e poi sono diventati negativi. Non mi lascerò mai trascinare dalle critiche negative così come non mi monterò la testa se un giorno si capovolgerà la situazione in positivo. Tanti compagni di squadra mi hanno consigliato di non leggere i giornali quindi non ho neanche saputo di quel titolo "Il principe di San Siro"".

Sono arrivati apprezzamenti da Ibra, Leao e Kaká.
"Di certo sento e apprezzo l’affetto e il sostegno dei miei compagni, ma non vorrei rimanere sempre in questa situazione: vorrei dimostrare che ho fame e che vivo per il calcio e per fare buone prestazioni. Non voglio che diventi un problema... Se dovessimo credere ai media sembra che ogni giorno arrivo a Milanello piangendo (ride, ndr)".

Stai cambiando?
"Si è vero, credo che ultimamente sto curando il mio corpo di più in una maniera professionale. Prima e dopo gli allenamenti mi prendo più cura, più che ai tempi del Bruges e questo mi fa stare meglio. Faccio molta più palestra, sto attento al cibo".

Sull'adattamento...
"Non vorrei far credere che questo sia il motivo delle miei prestazioni negative, credo che come già detto ci siano vari motivi".

Hai fiducia in te stesso?
"Certamente, anzi ho l’impressione che comunque un po' sono migliorato da quando sono partito dal Belgio".

Sulla differenza tra il campionato belga e quello italiano.
"Il livello è superiore e c’è una intensità più alta. E' più difficile entrare nell’area di rigore dell'avversario. Il gioco è più tattico, bisogna essere più concentrati durante la partita. Anche durante gli allenamenti ci occupiamo di più di tattica rispetto a quello che facevamo in Belgio".

Sul rapporto con Maldini:
"Sta molto vicino alla squadra e ho un ottimo rapporto con lui come lo ha con gli altri giocatori, del resto. Ci parliamo (in Italiano) e mi fa sentire la sua fiducia. È una persona che rappresenta il Milan e il Milan è troppo importante per Maldini".

Sulla differenza tra gli spogliatoi di Bruges e Milan.
"Magari cambiano i caratteri e gli interpreti, ma alla fine sono sempre delle persone che amano giocare a calcio ad un livello superiore e con diverse qualità".

Sullo spogliatoio rossonero.
"Credo che abbiamo un gruppo straordinario e che è anche uno delle ragioni per il quale hanno vinto lo scudetto la stagione scorsa. Siamo uno spogliatoio molto unito".

Ti preoccupano le statistiche?
"Importano si, ma credo che devi giocare prima di pensare alle statistiche".

Ti pesa non aver segnato e fatto assist?
"Certo che si, non ha senso dire il contrario".

Pensi di essere maturato in questi mesi e che hai fatto dei progressi ?
"Si, mi reputo più maturo come persona, ma non ho esempi concreti. Tutto si è svolto in una maniera naturale  Ho trovato anche più tranquillità in me stesso. Sono consapevole di quello che so fare e non mi lascio trascinare dalle emozioni".

Se gli ingressi a 15 minuti dalla fine mettono pressione.
"Non più di tanto. Io non lo vedo in quel modo, giudico me stesso nel complesso degli allenamenti, la preparazione per le partite, il minutaggio della partita: cosi divido la pressione, ma è ovvio che voglio sempre dare il massimo".

Come vedi il tuo ruolo in nazionale?
"La nazionale è sempre il merito o il risultato di quello che fai nella tua propria squadra di club. Se riesco a diventare importante per il Milan, lo sarò anche per la nazionale".

Quanto tempo dai a te stesso nel Milan?
"Non mi sono imposto un periodo. Cerco di finire la stagione lavorando ogni giorno il più duro possibile per poi riuscire ad ottenere un posto da titolare. Per il momento non penso ad altro".

Traduzione
Massimo Varsalona


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