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Dal probabile gesto di Maignan alla contestazione a Furlani: cosa emerge in vista di domenica

di Pietro Mazzara

Il clima attorno alla società Milan si fa sempre più pesante. La tifoseria nel suo complesso è tornata ad alzare il tiro e dopo la contestazione dello scorso anno in occasione della partita con il Monza (con la scritta GO HOME umana e il grande richiamo dell’appuntamento sotto la sede con oltre 10 mila persone di ogni età), ecco che domenica ci si dovrà preparare ad un nuovo capitolo del rapporto sempre più incrinato tra tifo e vertici dirigenziali.

L’obiettivo, neanche troppo nascosto, è identificato nell’amministratore delegato del Milan, Giorgio Furlani, al centro di numerose forme di contestazione. Dalla petizione online ai messaggi privati che gli sono stati inviati, il CEO milanista è al centro di una delle manifestazioni popolari più importanti degli ultimi anni nei confronti di un singolo dirigente. Anche Adriano Galliani, durante i suoi 29 anni di reggenza, è stato oggetto di diverse contestazioni da parte dei tifosi sul suo operato, ma i rapporti – col tempo – si andarono ricucendo. Qui, invece, si respira un’aria diversa, sempre più pesante per quanto riguarda la mal sopportazione del tifoso, che rispetto agli anni ’90 e 2000, ha maggiori strumenti per manifestare il suo dissenso.

Ovviamente, oltre a ciò che emerge sui social, lo sguardo è rivolto a chi il tifo organizzato lo fa e lo indirizza, ovvero la Curva Sud. Domenica, in varie forme, ci sarà una forte manifestazione di dissenso nei confronti dell’operato di Furlani come amministratore delegato mentre la squadra, almeno nei 90 minuti, verrà sostenuta perché l’obiettivo di andare in Champions League è un qualcosa che accomuna. Ma se contro l’Atalanta non dovesse arrivare una vittoria o una prestazione convincente, allora anche giocatori e allenatore sarebbero presi di mira. Non sono esclusi striscioni ad hoc (da capire se verranno fatti entrare allo stadio, tutto passa dal tono del loro contenuto e dall’ok degli organi di vigilanza e al Milan) aventi come soggetto l'AD.

Tra l’altro è probabile che possa avvenire, nel pre partita, un gesto da parte di Mike Maignan verso i tifosi (su iniziativa del capitano rossonero) per "porre rimedio" a quanto mostrato dalle telecamere di Dazn domenica, ovvero il portiere francese che invitava i compagni a rientrare negli spogliatoi dopo che il settore ospiti aveva “invitato” i giocatori a non presentarsi sotto di loro. La squadra vuole con sé i tifosi e sa quanto siano stati grandiosi anche domenica scorsa a Reggio Emilia e non vuole tradire la loro fiducia.

Non andare in Champions League per il secondo anno consecutivo sarebbe un disastro sotto tutti i punti di vista, e certificherebbe il naufragio della strategia gestionale fin qui applicata sotto l’egida RedBird. La qualificazione, invece, andrebbe a calmierare l’aria, ma il livello di attenzione rimarrebbe comunque alto. Perché la strategia del player trading costante, da quanto emerge dagli ambienti del tifo, non verrà più accettata specie se dovessero arrivare al Milan giocatori non in linea con le ambizioni di vittoria che la tifoseria continua ad avere, nonostante i risultati poco edificanti delle ultime quattro stagioni in campionato. E dopo la caduta di Maldini, ultimo baluardo di una programmazione sportiva volta a tenere il Milan in alto, adesso il conto presentato dai tifosi ha un unico riferimento.


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