Da Elliott a Comvest: è una questione di giorni. Confermati Scaroni, Furlani e Cocirio
In questo momento in casa rossonera non tiene banco solo il mercato invernale o i risultati in campo, ma anche il futuro della società. Non è un mistero che molto presto ci sarà un avvicendamento al Milan, con Manulife Comvest, piattaforma di private credit con base principale a Toronto in Canada, che è pronto a sostituire il fondo Elliott come finanziatore, con RedBird che estinguerebbe così il debito nato con il vendor loan nel 2022 e che oggi, interessi compresi, ammonta a più di 550 milioni di euro.
QUESTIONE DI GIORNI - Secondo quanto riporta stamattina La Gazzetta dello Sport, la sostituzione avverrà a brevissimo: questione di giorni, forse una settimana. Nelle ultime ore c'è stata un'accelerata importante e, se inizialmente la ristrutturazione era prevista entro il trimestre, quindi da compiere per marzo, ora è in programma al massimo ai primi di febbraio. Da tempo Gerry Cardinale ragionava su come estinguere il debito concesso da Elliott che scade nel 2028. L'arrivo di Comvest gli permetterà di allungare i tempi della restituzione (con obblighi che saranno fissati entro il 2031) e contestualmente di abbassare i tassi di interesse, in una formula piuttosto diffusa in operazioni finanziarie di questo tipo.
CONFERME - Con l'uscita del fondo della famiglia Singer e l'ingresso della società canadese, ci saranno ovviamente dei cambiamenti nell'assetto dell’organigramma societario rossonero, ma anche delle importanti conferme: nonostante le voci di addio circolate nelle scorse settimane, resteranno infatti al loro posto il presidente Paolo Scaroni, l’ad Giorgio Furlani e il Cfo Stefano Cocirio. Nel Cda usciranno chiaramente i consiglieri in quota Elliott per far posto agli uomini di Comvest, ma per il resto la parola d'ordine è "continuità".