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CorSera - Leonardo: "Maldini, scelta che crea disamore. Flop mercato? Frutto di decisioni congiunte. Anch'io usavo gli algoritmi"

di Francesco Finulli

Il licenziamento di Paolo Maldini dal Milan, seguito a ruota dall'addio di Frederic Massara, ha messo pepe nella prima settimana di offseason dei rossoneri. L'ex giocatore, allenatore e dirigente del Diavolo Leonardo questa mattina è intervenuto sulle colonne del Corriere della Sera e ha dato una sua versione dei fatti, senza filtri: "Come ha detto Ancelotti, il suo licenziamento è una mancanza di cultura, di rispetto anche verso i valori dello sport. E per chi è milanista è una mancanza di rispetto verso sé stesso, perché Maldini è il Milan. Questa decisione crea disamore"

Quali motivazioni?

Per prima cosa Leonardo ha voluto esprimere tutta la sua sorpresa per la gestione del caso Maldini, sottolineando la sua sorpresa nell'apprendere la notizia: "Non solo sono attonito, lo è tutto il mondo del calcio per la modalità dell’addio e per le motivazioni". Ed è proprio sulle ragioni dell'allontanamento dell'ex direttore dell'area tecnica che ci si concentra: "Il Milan negli ultimi due anni ha vinto uno scudetto e ha raggiunto una semifinale di Champions. Da oltre un decennio la società non chiudeva il bilancio in utile e ora lo sta per fare, senza contare che il valore complessivo del Milan, da quando Elliott è subentrato ai cinesi a oggi, è quadruplicato". Ma anche il modo con cui è stata presa la decisione viene criticato da Leonardo che pensa soprattutto ai giocatori rossoneri: "Si sottovaluta quanto sia determinante nella crescita di un giocatore, come ad esempio Leao o Tonali, il rapporto personale e quotidiano. Le reazioni sui social ne sono una prova. È ovvio che i calciatori siano disorientati e si chiedano: “se hanno fatto questo a Paolo Maldini, cosa faranno con me”?". In tutto questo anche una ribattuta alle parole di Scaroni che, sempre sul Corriere della Sera ieri mattina (QUI le sue dichiarazioni), aveva definito Maldini come a disagio nel lavoro in un team: "È assurdo affermare che non sappia operare in team. Lo ha fatto per tutta la vita con umiltà"

Mercato, algoritmi e CDK

Secondo quanto è filtrato la ragione per cui è saltato Maldini con Massara è da trovare nell'ultimo mercato estivo, non accettabile secondo la dirigenza che dalla prossima stagione vuole implementare maggiormente il modello di business americano che si basa sull'analisi dei dati e gli algoritmi. Proprio su quest'ultimo tema Leonardo ci ha tenuto a precisare una cosa: "Sembra che la nuova frontiera sia l’acquisto dei giocatori attraverso i numeri e gli algoritmi, ma guardi che non è una novità. A questa metodologia si è sempre fatto ricorso negli ultimi anni, anche quando c’ero io". In più il brasiliano prende le difese di Maldini anche circa il fatto che il flop degli acquisti di quest'anno sia da ascriverr solamente all'ex numero 3: "Come me all’epoca, non aveva il potere di firma. Non è che si svegliava la mattina e comprava un giocatore in autonomia. Gli acquisti sono sempre stati il frutto di una decisione congiunta. Su alcuni talenti emergenti, che avevamo segnalato, era stato messo il veto". Tra tutti quanti il più discusso è stato e ancora è Charles De Ketelaere, arrivato dal Bruges in pompa magna per circa 35 milioni di euro e oggettivamente nullo per tutto l'arco della stagione: "Ha 21 anni. E poi è un’operazione di tutti, come di tutti sono stati Leao, Theo Hernandez, Maignan".


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