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Cardinale al CorSera: "Senza Champions un fallimento, sono qui per vincere. Abbiamo speso tanto, ma non bene"

di Enrico Ferrazzi

Torna a parlare Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del Milan, che, ai microfoni del Corriere della Sera, ha commentato prima di tutto la stagione della squadra rossonera: "Non aver conquistato lo scudetto è una delusione. E se non entriamo nelle prime quattro sarà un fallimento. Per me, vincere è una priorità. Sempre. Siamo stati nelle prime due posizioni della classifica per gran parte dell’anno, in corsa per lo scudetto. Ma il finale è stato sotto gli standard del Milan e abbiamo buttato via la stagione. Sono deluso. Succede, nello sport. Ma questo non ti fa sentire meglio. Io voglio vincere". 

VOGLIA DI VINCERE

Cardinale ne ha poi approfittato anche per rispondere a chi dice che a lui non interessa vincere, ma solo i soldi della Champions: "Esiste una narrativa secondo cui io penserei solo ai soldi e non a vincere. È assurdo. Se guardate la mia vita e la mia carriera, ho sempre vinto. Quando il club genera denaro, io non lo porto fuori. Lo reinvesto nella squadra. Nei giocatori, infrastrutture e crescita. Negli ultimi tre anni da quando ho acquisito il Milan, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di A sul mercato. E questo è un fatto. Abbiamo speso perfettamente? Chiaramente no. Dobbiamo fare un lavoro migliore per assicurarci che ci sia una correlazione diretta tra spesa e vittorie. L’idea che disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso. Dal 2022 abbiamo vinto solo una Supercoppa? Io non posso allenare. Non posso segnare gol. Non posso difendere in campo. Ma posso fornire le risorse finanziarie e costruire una squadra vincente. Il mio lavoro è la parte finanziaria e creare un senso di urgenza e una cultura della vittoria. Tutti devono dare per scontato che io farò la mia parte. Sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Se ho commesso errori in questi quattro anni da proprietario? Certo che ne ho commessi. Questa è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto, ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Amo l’Italia. Amo Milano. Per me è diventata una questione personale".

NUOVA RIVOLUZIONE ESTIVA?

Nelle ultime settimane, non mancano le voci su una possibile nuova rivoluzione in casa rossonera non appena terminerà la stagione. Il numero uno di RedBird ha provato a fare chiarezza: "Ogni anno valutiamo costantemente come evolvere l’organizzazione e massimizzare le performance. Ogni stagione viene valutata attentamente, soprattutto dopo un’annata sotto le aspettative. A fine stagione valuterò tutto e tutti. Ma questo non è il momento di parlare di cambiamenti, dobbiamo concentrarci sulle prossime due partite. Quale sarà il futuro della dirigenza e dell’allenatore? Allegri e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per gran parte della stagione. Non sono contento di ciò che sto vedendo nelle recenti prestazioni. Max non è contento. I giocatori non sono contenti. Ho già parlato con Max. Abbiamo discusso di molte cose. Abbiamo bisogno che tutti — staff tecnico, direttore sportivo, sviluppo giocatori, academy — lavorino come un unico ecosistema. L’obiettivo non è semplicemente vincere una volta. L’obiettivo è costruire le basi per vincere con continuità nel tempo". 

MESSAGGIO AI TIFOSI

Cardinale ha infine mandato un messaggio ai tifosi del Milan: "Capisco la loro delusione perché la provo anch’io. La nostra squadra sta attraversando un momento difficile. Tutti coloro che tengono a questo club dovrebbero cercare di aiutare la squadra a rialzarsi invece che abbatterla. Non biasimo i tifosi per essere arrabbiati. Anch’io lo sono. La critica è legittima. Ma c’è troppo rumore. Qui il calcio è profondamente emotivo e legato alla comunità in un modo che gli americani non possono comprendere. Ho sempre cercato di non essere lo stereotipo dell’americano che arriva pensando che tutto ciò che funziona negli Usa possa essere trasferito qui. Tutti hanno un ruolo: proprietà, management, giocatori, staff tecnico, media, tifosi. Tutti dovrebbero contribuire a migliorare il calcio italiano e aiutarlo a evolversi. Quando falliamo, la vivo personalmente. Ecco perché nessuno dovrebbe mai mettere in dubbio la mia voglia di vincere".


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