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Camarda: "Suarez, Ibra e Ronaldo i miei idoli. Andrei mai all'Inter? Ora sono al Lecce, poi quello che succederà..."

di Manuel Del Vecchio

Francesco Camarda, attaccante del Milan classe 2008 in prestito al Lecce, ha incontrato i giovanissimi alunni dell’Istituto Marcelline nell'ambito del progetto "Disegna con i calciatori" organizzato da Panini. Queste tutte le sue dichiarazioni nell’intervista condotta, tra risate e sorrise, dai bambini presenti.

Com’è tornare a scuola?

“Una bella emozione. Io adesso sto facendo scuola online perché prima abitavo a Milano… Mi manca stare tra i banchi insieme ai miei amici”.

Quando hai esordito in Serie A avevi 15 anni. Cosa hai provato?

“È stata un’emozione bellissima. Ero proprio piccolo in confronto agli altri giocatori. È stata un po’ una montagna russa. Un’emozione indescrivibile che auguro a tutti i ragazzi e le ragazze che giocano a calcio. Vi auguro di esaudire tutti i vostri sogni perché sono ricordi che non dimenticherete mai”.

Qual è il gol più bello che hai fatto?

“Bella domanda. Per importanza dico quello con il Lecce contro il Bologna: il mio primo gol in Serie A. È un ricordo che mi rimarrà per tutta la vita sempre. Il più bello è stato in un Milan-Cagliari circa due anni fa. Ma il più importante ora dico quello contro il Bologna”.

Andresti mai a giocare nell’Inter?

“(Ride, ndr). Adesso sono a Lecce e penso al Lecce. Poi quello che succederà non si potrà mai sapere ma adesso pensiamo a quest’anno”.

Da piccolo facevi l’album Calciatori? Sei mai riuscito a finirlo?

“Da piccolo ho sempre provato a farlo ma non sono mai riuscito a finirlo. Proprio quest’anno stavo pensando di ricominciare a collezionare, magari mi date una mano voi”.

Dal campo riuscite sempre a sentire quello che vi urla l’allenatore dalla panchina?

“Succede pochissime volte, i tifosi fanno tanto rumore, fanno tanto tifo, urlano tanto. Dal campo si sente quasi solo il tifo. Infatti nel calcio si dice sempre che è molto importante parlare perché tra compagni ci si deve aiutare”.

Chi era il tuo calciatore preferito da bambino?

“Non ne ho avuto uno in particolare, però ho sempre guardato molti calciatori. Ad esempio Suarez, lo conosci? Lui, Ibrahimovic, Ronaldo. Ce ne sono vari. È la cosa migliore che potete fare: prendere spunto da più giocatori per migliorare sempre di più”.

Che cosa pensate quando subite gol?

“Un po’ di delusione, comunque non è brutto solo per il portiere ma per tutta la squadra. Io che sono un attaccante quando prendiamo gol, che magari vedo tutta la squadra che è un po’ giù, è brutto. È una brutta sensazione. Ma ti dà motivazione per segnare un gol in più”.

Cosa serve per creare una squadra forte?

“Sicuramente serve fiducia tra i compagni, serve un bel gruppo. Poi servono i giocatori forti, ovvio. La cosa più importante penso sia essere un bel gruppo. Tutti uniti, come una famiglia”.

Quando hai iniziato a giocare a calcio?

“Ho iniziato a 4 anni e mezzo. Poi a 5 anni sono andato al Milan. Dai 5 anni fino ai 16-17 sono stato al Milan, ora sono qua a Lecce”.

Qual è l’avversario più forte mai affrontato?

“Credo sia Bremer della Juventus che è molto forte. Però ho incontrato tanti giocatori forti come Gabbia al Milan, anche Pavlovic. Ho incontrato de Vrij dell’Inter. Ci sono tanti giocatori forti, ma penso che quello un po’ più difficile da affrontare è Bremer della Juventus”.


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