Biglietti Milan-Juventus: prezzi ancora alle stelle e malcontento popolare. Così non va bene
È iniziata alle ore 15 di martedì 17 marzo 2026 la prima fase della vendita dei biglietti per Milan-Juventus, partita in programma per il week end del 25-26 aprile (con data e ora che devono essere ancora annunciate dalla Lega Calcio Serie A). Ebbene, per l’ennesima volta, ci si trova davanti ad un listino prezzi – attualmente solo dedicato agli abbonati che possono acquistare un biglietto oltre al loro posto stagionale – che non può essere sottaciuto. Perché anche per la partita con la Juventus, i prezzi dei tagliandi sono schizzati alle stelle già in questa prima fase di vendita e durante la seconda e ultima fase, ovvero quella libera, si alzeranno ulteriormente.
Biglietti Milan-Juventus: i costi a listino nella prima fase
Per farsi un’idea, basta andare sul sito del Milan nella sezione biglietteria per capire come il trend del prezzo dei tagliandi stia assumendo contorni elitari per certe partite. Se i posti al primo anello rosso e arancio, ma anche il secondo rosso, sono sempre stati di un certo tipo, è in quelli che dovrebbero essere i “settori popolari” che si registrano prezzi che vanno contro la tutela del tifoso locale e che, invece, guardano ad una clientela (i termini non sono casuali) più ricca e più predisposta alla spesa. Un esempio? Prendiamo il costo del secondo anello blu e verde. Per le due curve, il prezzo riservato agli abbonati per prendere un biglietto è di 99 euro, che poi sarà destinato a salire a quasi 120 nella seconda fase di vendita (quella dedicata ai possessori della Cuore Rossonero) fino a toccare i 150 euro per la vendita libera. Tra l’altro va sempre ricordato come gli spettori del secondo verde siano sempre a rischio di lancio d’oggetti e liquidi dal settore ospiti, collocato al terzo anello. Per non parlare del terzo anello rosso, venduto a 89 euro e destinato a salire attorno ai 100 euro in vendita libera. Il terzo anello blu, al momento, non è acquistabile poiché il suo prezzo – in teoria – dovrà essere equiparato a quello del settore ospiti e qui sarà interessante vedere che scelta farà il Milan: mettere un prezzo alto, come accade a Torino, e dunque perdere l’incasso dal settore ospiti o un prezzo calmierato per avere tutto pieno? E se queste sono le premesse, chissà che cosa verrà fuori alla pubblicazione del listino prezzi delle fasi 2 e 3 in termini di quotazione dei singoli tagliandi. Va detto che il club, rispetto a Milan-Inter dell’8 marzo, il valore del listino è mediamente di circa il 10% inferiore. Nell’attuale fase abbonati, a partire dal primo blu e fino al terzo rosso centrale, i prezzi sono inferiori di 10 euro (5-7%). Così come c'è un -15% rispetto al tariffario dell'ultimo Inter-Juventus.
Biglietti Milan: il derby non ha insegnato nulla
La cosa preoccupante è che quanto accaduto per il derby non abbia insegnato nulla e non sia stato preso come un serio campanello d’allarme in chi è demandato alla strategia dei biglietti dello stadio. Perché nella partita più sentita dell’anno, San Siro non è stato il solito San Siro. E questo perché? Semplice: perché i seggiolini si sono riempiti, in una percentuale importante, di tifosi stranieri che non vanno alle partite per tifare, ma per vivere un’esperienza a prescindere dal prezzo dei tagliandi, visto che rispetto ad una famiglia italiana, chi viene da fuori ha un potere d’acquisto più alto. Il rischio, sempre più serio, è quello di andare verso un pubblico da Santiago Bernabeu, dove il calore del tifo è stato sostituito dalla presenza di tifosi “one shot” nelle grandi notti, il tutto sull’altare del guadagno. E come contrappasso, si ha un ambiente sempre meno caloroso, meno trascinato dai cori della Curva e più volto ad un qualcosa che è lontanissimo dal calore tipico del tifo italiano e, nello specifico, milanista. È vero che quando c’è tanta domanda e disponibilità limitata, il prezzo del bene richiesto si alza, ma non a questi livelli.