Allegri e il sospiro di sollievo più lungo della stagione: Milan ad una vittoria dalla Champions
Il Milan esce da Marassi con una vittoria che pesa come un macigno sulla corsa alla Champions League e che, allo stesso tempo, racconta molto più dei semplici tre punti. Il 2-1 maturato contro il Genoa nell’ultima trasferta stagionale parla chiarissimo ed è la giusta risposta a delle settimane, le ultime, molto complicate. Rigore di Nkunku, perla di Athekame e finale in apnea dopo il gol di Vásquez: la sintesi di una gara che ha vissuto di strappi e nervi, più che di continuità. La sintesi del calcio caratteriale di Max Allegri.
Un Milan che non ha dominato, ma che ha saputo soffrire
Il Milan non ha dominato, ma ha saputo sopravvivere e colpire nei momenti decisivi. Nel primo tempo la squadra di Allegri ha faticato a imporre il proprio ritmo, lasciando spesso iniziativa a un Genoa aggressivo e ben organizzato. Eppure, proprio quando la partita sembrava scivolare verso l’equilibrio sterile, l’episodio ha cambiato tutto: il rigore conquistato e trasformato da Nkunku ha spezzato l’inerzia, dando ai rossoneri quella dose di fiducia necessaria per prendere in mano la gara.
Da lì in avanti il Milan ha scelto la strada più pragmatica possibile. Niente fronzoli, poche concessioni al gioco estetico, massima attenzione alla gestione dei momenti. Il raddoppio di Athekame è arrivato come conseguenza di una squadra più cinica che brillante, capace però di leggere gli spazi e punire nel momento giusto. E quando il Genoa ha riaperto la partita nel finale, i rossoneri non sono crollati, ma hanno stretto i denti fino al triplice fischio.
Allegri tira un sospiro di sollievo
Il Corriere dello Sport ha fatto il punto anche sulle dichiarazioni di Allegri nel post partita: "C’era grande pressione perché abbiamo rischiato di buttare al vento quanto costruito. Non è ancora successo niente perché c’è ancora una partita da giocare e da vincere, il che non è banale considerato che a San Siro abbiamo fatto un solo punto nelle ultime tre gare disputate".
È qui che si inserisce il valore più profondo di questa vittoria: la tenuta mentale. In un campionato deciso spesso dagli episodi e dalla capacità di restare dentro le partite fino all’ultimo secondo, il Milan ha mostrato una solidità che per lunghi tratti della stagione era mancata. Non è un caso che, al termine della gara, il dato che conta davvero sia quello della classifica: i rossoneri hanno il destino nelle proprie mani in corsa per un posto in Champions.
In un finale di stagione dove il margine d’errore si era ridotto a zero, il Milan ha fatto l'unica cosa che serviva: vincere. Poi ci sarà tempo per il futuro, per parlare di Max Allegri o Gerry Cardinale. Adesso serve la Champions, perché senza quella i problemi saranno maggiori.