Alla scoperta di Oliver Glasner: dall'emorragia cerebrale prima di una partita all'incontro con Rangnick. Verticalità, cross e duelli individuali le sue parole chiave
La rivoluzione rossonera va avanti, ma per ora Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli non hanno ancora riempito nessuna casella libera nell'organigramma del Milan: dopo cinque giorni dai licenziamenti di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri, mancano infatti ancora un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e un allenatore. I rossoneri stanno portando avanti contemporaneamente tutti e quattro questi discorsi, compreso quello che riguarda il futuro della panchina. Dopo i no di Andoni Iraola (andrà al Bayer Leverkusen) e di Xavi (aspetta la chiamata di una nazionale), ora il nome caldo per il Diavolo è quello di Oliver Glasner, in uscita dal Crystal Palace dopo aver alzato pochi giorni fa la Conference League.
GLASNER RISCHIA DI MORIRE NEL 2011
Per scoprire un po' di più chi è l'allenatore austriaco che piace al Milan, La Gazzetta dello Sport in edicola oggi parte da un giorno preciso della sua vita, vale a dire il 4 agosto 2011, giorno in cui ha rischiato davvero di morire. Glasner, allora 36enne, era ancora un calciatore in attività e si trovava con la sua squadra, il Ried, a Copenaghen per una partita con il Brondby, valida per il terzo turno delle qualificazioni all’Europa League. La mattina della gara, Oliver avverte una forte fitta alla testa e si rivolge subito al medico sociale della squadra in cui militava che, non riuscendo a capire di cosa si trattasse, decide di accompagnarlo in ospedale per fare dei controlli. L'esito è drammatico: emorragia cerebrale, dovuta probabilmente a uno scontro di gioco di qualche giorno precedente, e operazione d'urgenza. L'austriaco si risveglia il giorno dopo tutto intubato e solo qualche tempo dopo ha capito realmente di aver rischiato seriamente di morire. Se non fosse stato per la prontezza dell’equipe medica danese le cose sarebbero potute andare molto peggio.
GLASNER, LA CARRIERA DA ALLENATORE E L'INCONTRO CON RANGNICK
Da quel giorno la vita di Glasner deve cambiare totalmente e ovviamente deve appendere le scarpe a chiodo, abbandonando così la sua carriera da calciatore. Ma non vuole uscire dal mondo del calcio e così decide di iniziare la carriera da allenatore: il suo primo incarico è quello di vice di Roger Schmidt, uno dei tanti tecnici emergenti nella galassia RedBull, al Salisburgo. E' in quel momento che entra per la prima volta in contatto con Ralf Rangnick, che proprio quell'anno era diventato il nuovo ds della formazione austriaca e del Lipsia. Il tedesco è al momento il primo candidato a diventare il nuovo capo dell'area tecnica del Milan e quindi chissà che le loro strade non possano intrecciarsi ancora. La svolta decisiva nella carriera da allenatore di Glasner arriva nel 2019 quando arriva sulla panchina prima del Wolfsburg e poi dell'Eintracht Francoforte, con cui ha vinto l'Europa League nel 2022. Dopo la Germania, la sua avventura prosegue in Inghilterra al Crystal Palace, con cui ha alzato tre coppe da tecnico delle Eagles.
GLASNERE E LA SUA IDEA DI CALCIO
Glasner è un allenatore che cerca di creare sempre un grande rapporto e una grande empatia con tutto l'ambiente in cui lavoro e in primis nello spogliatoio. A livello tattico, invece, il tecnico ha fatto la sua fortuna soprattutto con il 3-4-2-1 “fluido”, in grado cioè di trasformarsi rapidamente in 4-4-2. Le tre parole chiave del suo calcio sono: verticalità, cross e duelli individuali.
GLASNER E L'INTERESSE DEL MILAN
Dopo il successo in Conference League, Glasner ha annunciato il suo addio al Crystal Palace e nelle ultime ore è diventato un obiettivo del Milan con il quale avrà un incontro all'inizio della prossima settimana per conoscersi meglio e parlare del suo possibile approdo sulla panchina del Diavolo che è ancora senza proprietario. Sarà lui a prendere il posto di Allegri?