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Roma-Milan 1-1, voti e pagelle: Maignan spaventoso, 7.5. De Winter da 7. Alexis il peggiore, 4

di Pietro Mazzara

Roma-Milan 1-1, gol di De Winter su assist di Luka Modric e pareggio dei padroni di casa con il rigore di Lorenzo Pellegrini. Finisce così all’Olimpico una partita in cui il Milan ha fatto una fatica tremenda a giocare a calcio. Grandissima la fase difensiva, con la linea Maginot che tiene botta anche e soprattutto a un grandissimo Mike Maignan.

Roma-Milan 1-1, voti e pagelle:

Maignan 7.5
Se il Milan rimane in partita nel corso della prima frazione di gioco, lo deve solo ed esclusivamente a lui. Pronti, via e dice di no a Malen e Manu Koné. Poi di nuovo su Malen e, a pochi secondi dal duplice fischio, è disumano il riflesso che ha su Celik. Per poco non arriva sul rigore di Pellegrini.

Tomori 6
Paga, inevitabilmente, la brutta serata – almeno nel primo tempo – di Saelemaekers che lo costringe spesso e volentieri a chiedere a Ricci un raddoppio preventivo. Soulé e Wesley, quando prendono velocità, lo mettono in grande affanno.

Gabbia 6.5
Malen è un bel torello da tenere a bada. Lui ci mette presenza, fisico ed esperienza. Quando la Roma trova le giocate tra le linee, si mette a baluardo della porta provando a chiudere angolo di tiro agli avversari.

De Winter 7
Dybala è il suo uomo e lui gli si francobolla addosso, come da richiesta di Allegri. Costringe l’argentino a stringere il suo raggio d’esecuzione di tiri e passaggi. Perfetto nel terzo tempo sul cross di Modric e grazie al quale porta in vantaggio il Milan appena superata l’ora di gioco. Sta molto bene e si vede in una partita così difficile a livello difensivo.

Saelemaekers 4
Doveva essere la spina nel fianco della Roma, doveva essere gasato a pallettoni. Invece viene letteralmente ribaltato dal triangolo Koné-Wesley-Soulé. Non ci capisce assolutamente niente e per poco non mette in porta gli ex compagni con una palla dentro l’area di rigore milanista. Assente ingiustificato. Allegri lo lascia negli spogliatoi a fine primo tempo. (dal 46’ Athekame 6: pronti, via, Wesley lo costringe a spendere il giallo. Poi però fa una partita molto intelligente e ordinata).

Ricci 6
Cerca di buttarsi negli spazi, ma fa tremendamente fatica a fare filtro. Meglio nella preventiva sulla palla dietro della Roma. Lui e Modric, infatti, riescono spesso a schermare l’assist a rimorchio degli esterni giallorossi. Prezioso nello sporcare tantissimi palloni.

Modric 6.5
Koné gli mette la museruola, non gli fa mai prendere il pallone in tranquillità e lo costringe a fare più il mediano che il metronomo. Tiene a galla la baracca e poi, nel secondo tempo, è lui che guida la salita della squadra. Perfetto l’arcobaleno che mette sulla testa di De Winter per lo 0-1. Colombo lo ammonisce senza grandi motivi e lui non la prende bene. Nel mentre fa il solito lavoro sporco che, fatto da lui, brilla di luce.

Rabiot 6
Parte alla grande, mettendo in difficoltà le letture difensive della Roma. Poi Gasperini chiama il cambio di marcatura e anche Adrien, nel primo tempo, non trova più spazio per andare. Tosto e duro come sempre quando c’è da mettere fisico e gamba.

Bartesaghi 5
Serata di grande sofferenza, almeno nel primo tempo, perché Celik e Dybala, ma anche Mancini e Cristante si buttano spesso nella sua zona per trovare spazio per attaccare l’area. Sale di livello nel secondo tempo, quando fa vedere ai compagni, con un dribbling di tacco, che si poteva e doveva attaccare la metà campo avversaria. Cagiona il rigore con il braccio sinistro largo, non accorgendosi dell’avversario alle spalle.

Nkunku 5.5
Quando ti ritrovi a fare più l’uomo della prima linea, ma nella tua metà campo, rispetto all’attaccante, tutto diventa più difficile. Solo Gabbia prova a cercarlo in profondità per saltare la linea di pressione della Roma. Cerca di allungare gli avversari e nel secondo tempo ci riesce, procurando con una sua pressione l’angolo da cui nasce il gol del Milan. (dal 68’ Pulisic 5.5: la prima palla effettiva la gioca all’82’. Non incide per quello che Allegri si sarebbe aspettato).

Leao 5
Lascia a Nkunku il centro dell’attacco. Lui si mette nella sua comfort zone, ma non è al meglio, non ha ritmo mentale per farsi dare la palla già orientato verso la porta. Gioca tanto spalle alla porta, ma Mancini lo anticipa spesso e volentieri. Nel secondo tempo fa qualcosa in più, ma non basta. Non è al top e forse l’errore è farlo partire dall’inizio. (dal 68’ Füllkrug 6: rispetto a Pulisic, si fa vedere di più e sgomita sui palloni alti).

Allenatore
Allegri 6:
ci sono due elementi da analizzare a caldo. Il primo tempo e l’eccessiva arrendevolezza nel proporre qualcosa a livello offensivo è un atteggiamento che, non sempre potrà pagare anche perché all'Olimpico c’è super Mike Maignan a tenere la baracca in piedi. Anche dopo il gol del vantaggio non c’è mai stata la sensazione che il Milan avesse l’attitudine mentale per andare ad attaccare la partita. Il rovescio della mediaglia è racchiuso in un numero: 21 risultati utili consecutivi in campionato. Chissà che non si stia facendo come la formica e la cicala e che questi punti tornino utili a marzo, aprile e maggio. Ma c’è la necessità di un po’ più di intraprendenza offensiva.


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