Milan-Torino 3-2, voti e pagelle: Pavlovic, gol bellissimo e rigore ingenuo. Ma da 7 come Athekame
Milan-Torino 3-2, i rossoneri vincono e rimettono il Napoli a distanza prendendosi il secondo posto. Una vittoria che serviva come il pane dopo la sconfitta di domenica sera, all’Olimpico, contro la Lazio. Adesso una sosta nella quale Allegri potrà ragionare non solo su come incrementare la forma di diversi giocatori, ma anche su quel 4-3-3 che fa rendere meglio tanti suoi calciatori.
Milan-Torino 3-2, voti e pagelle dei rossoneri
Maignan 6.5
Sul gol di Simeone del momentaneo 1-1 aveva fatto una bella parata, mandando sul palo il mancino velenoso di Vlasic. In avvio di partita è bravo a dire di no a Zapata con una parata posizionale. Determinante al 66’ su Simeone, con un intervento d’istinto puro.
Tomori 5
Primo tempo di grande difficoltà per l’inglese, che si fa anche ammonire al primo fallo commesso. Con il passaggio del 4-3-3, non si fa notare. (dal 46’ Athekame 7: conferma il suo momento di crescita cambiando, di fatto, la partita del Milan. Con il passaggio al 4-3-3, ha un ottimo impatto. Fornisce l’assist per il gol di Rabiot e apre le maglie granata facendogli sballare le spaziature).
De Winter 6
Sporca la partita con la dormita in marcatura su Simeone in occasione del gol del momentaneo pareggio del Torino. Poi si riprende nell’arco della gara, ma distrazioni come quella sul Cholito vanno evitate.
Pavlovic 7
Il gol dell’1-0 è bellissimo. Si inventa un tiro a spiovere che ha potenza, precisiione e quel tocco di lucida follia che non guasta mai. Non ci sono deviazioni e il gol è tutto suo. Decisamente ingenuo il fallo che porta al rigore del 3-2 di Vlasic. Si disinteressa completamente di Simeone e lo allaccia. Ma la prestazione totale è di livello.
Saelemaekers 6
Meglio nel 4-3-3 che nel 3-5-2. Sembra rianimarsi quando Allegri comanda il cambio di modulo e regala una presenza diversa, anche nella fase di pre rifinitura. (dal 90’ Odogu sv)
Fofana 7
Come tutta la squadra, nel primo quarto d’ora ci capisce poco. Poi, con il passaggio al 4-3-3, anche lui alza i giri della sua prestazione. Dilagante nel secondo tempo quando trova anche il suo primo gol a San Siro che, di fatto, è quello che dà lo strappo decisivo al match nel risultato. (dal 69’ Ricci 6: entra bene in campo e si fa vedere sia in difesa sia con due sgroppate verso la porta di Paleari).
Modric 6.5
Per la prima volta dopo tanto tempo, va al ritmo della squadra e anche lui scende di rendimento nei primi 20 minuti. Un po’ come tutti, quando c’è il cambio modulo, risale di prestazione. Palla illuminante per Pulisic in occasione del gol di Rabiot.
Rabiot 6.5
Nel gol del Torino ci mette 33 secondi a tornare nella propria metà campo dopo il presunto fallo subito. Troppo per le richieste di riaggressione di Allegri. Al netto di questo, si mette in carreggiata e segna il gol del 2-1 entrando, letteralmente, con il pallone in porta. Anche per lui primo gol a San Siro. Bene anche nel finale quando chiude tutto.
Bartesaghi 5.5
Non una grande serata per Davide, che in entrambi i sistemi di gioco adottati, commette errori evitabili. Sul gol del pareggio del Torino si fa puntare troppo facilmente. Nella ripresa non premia né Nkunku né Gimenez che si erano mossi bene.
Pulisic 6
Torna a giocare con una prima punta, ma la cosa sembra dargli l’emozione di una carezza di una zia di terzo grado. Cerca costantemente e infruttuosamente l’ala-pivot con Füllkrug, un po’ per imprecisione sua e un po’ percné il tedesco è piantato. Fa l’assist per il gol di Rabiot che gli salva la prestazione. (dal 77’ Gimenez 6: rientra bene dopo oltre quattro mesi di stop. Fa il lavoro che dovrebbe fare Füllkrug, ovvero quello di appoggio della squadra. Nel finale commette il fallo che pone fine alla partita).
Füllkrug 5
Modalità palo della luce. Si nasconde dietro Coco, non anticipa mai il movimento, non dosa mai una palla di ritorno a Pulisic. Male al ritorno da titolare. (dal 70’ Nkunku 6: ha una verve diversa rispetto al tedesco e si muove tanto).
Allenatore
Allegri 6.5
Ha il coraggio di cambiare, perché il 3-5-2 ormai appare appannato nei movimenti, nei meccanismi e nelle idee. Con il 4-3-3 non solo sblocca la partita, ma la va a mettere anche in cassaforte con una squadra più pericolosa e, a tratti, divertente.