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Cagliari-Milan 0-1, le pagelle: Rabiot possente, da 7. Leao match-winner 6.5

di Pietro Mazzara

Cagliari-Milan 0-1, le pagelle dei rossoneri dopo la vittoria in terra sarda grazie al gol di Rafael Leao. Il portoghese ha segnato il gol numero sei in campionato, con la rete che gli mancava dal 29 novembre contro la Lazio a San Siro.

Cagliari-Milan 0-1, le pagelle:

Maignan 6: non gradisce l’approccio difensivo dei suoi. Poi passa tutta la partita inoperoso. L’unica cosa degna di nota che fa è l’angolo evitato nel finale di partita, che visti i centimetri messi dentro dal Cagliari avrebbe potuto creare grande appresione.

Tomori 6.5: partita di solidità, attenzione e personalità. Fik regge bene sia nell’individuale sia nel collettivo, dando come sempre una mano a Saelemaekers quelle volta in cui Obert, specie nel primo tempo, prova a puntare. Bene anche nella ripesa.

De Winter 6.5: dopo tante partite brutte, la prima prestazione ampiamente convincente di Koni. Klicsoy era in hype, lui prende l’estintore e lo spegne dal minuto 2 in poi. Trova anche la personalità di sganciarsi in proiezione offensiva.

Bartesaghi 6.5: non è più una sorpresa. Allegri gli chiede di rispolverare le basi del terzo di difesa che ha appreso lo scorso anno con Milan Futuro e lui lo fa molto bene. Quando poi entra Gabbia e lui torna a tutta fascia, sgasa e fa paura per la facilità di corsa che ha mostrato anche nel finale di partita.

Saelemaekers 6.5: ottima una diagonale difensiva che fa nel primo tempo, durante la sfuriata a guantoni larghi del Cagliari. È sempre elettrico, ma a volte troppo fumoso e anche Allegri non è contento, tanto è vero che dice ai suoi collaboratori come vorrebbe più concretezza da parte di Alexis.

Fofana 6: un rientro di sostanza, ma senza grandi lampi. (dal 69’ Ricci 6: entra bene, con il Cagliari più largo dalla metà campo in su, trova spazi che apprezza parecchio per buttarsi dentro).

Modric 7: la foto finale è la punizione con la quale prova a fare fesso Caprile. Nel resto dei 90’ è un’altra recita in crescendo, fatta di impostazione e copertura. E nel primo tempo, con una composizione offensiva diversa, avrebbe cercato anche di verticalizzare di più. Sa come e quando fare le cose. Sempre.

Rabiot 7: a inizio partita fa fatica, insieme a Estupinan, a leggere le distanze da assumere per limitare Palestra. Poi quando si mettono in bolla, alza il livello della sua prestazione. L’assist per Leao, il terzo in stagione, è determinante per sbloccare la partita. La mossa di Allegri, di invertire lui e Fofana, gli apre un mondo e lui ne diventa padrone. È dominante nel momento topico della partita.

Estupinan 6: l’incubo Palestra si palesa subito e lui è un po’ titubante. Tuttavia, rispetto ad altre partite, cresce e fa una prova sostanzialmente positiva dove riesce a limitare bene l’esterno del Cagliari fino alla sostituzione. (dal 78’ Gabbia sv)

Loftus-Cheek 5.5: è l’unico che non arriva alla sufficienza. Purtroppo va detto che quando la squadra cerca di appoggiarsi a lui, Rubs fa una fatica del diavolo a tenere un pallone su. Sbaglia tanti stop e diverse scelte, tra cui il tiro del primo tempo che poteva e doveva eseguire meglio. (dal 78’ Pulisic sv)

Leao 6.5: un’anima in pena nel primo tempo, perché il Cagliari fa grande densità difensiva e perché i compagni non riescono a muovere il pallone in maniera a lui favorevole. Nel secondo tempo, con la squadra che switcha a livello mentale, anche lui ne trae giovamento ed è bravissimo a farsi trovare pronto sull’assist di Rabiot a segnare, in caduta, il gol dello 0-1 milanista che è anche il suo sesto centro in campionato. (dal 68’ Füllkrug 6: all’esordio capisce subito che in Serie A ci vogliono malizia, determinazione e voglia di combattere. Tiene su diversi palloni, cerca di duettare con Pulisic e se c’è da farsi sentire, si fa sentire).

Allenatore
Allegri 6.5:
in barba ai detrattori e a quelli che vorrebbero il calcio champagne a tutti i costi, vince anche a Cagliari e lo fa, sostanzialmente, senza prendere un tiro nello specchio della porta. Trova le parole giuste nell’intervallo per cambiare la testa della squadra e il Milan gli regala tre punti nella sua panchina numero 150 in rossonero.  


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