Zazzaroni: "Il Milan con Rabiot ha un’altra sostanza e un altro peso specifico"
Sulle colonne del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha commentato così i risultati dell'ultimo turno di Serie A: "Paratici ha tolto due punti a Marotta che l’aveva in qualche modo creato alla Samp, su suggerimento di Lorenzo Marronaro, e coltivato alla Juve: da un po’ di tempo i due non sono più tanto legati (eufemismo). Non è però questo il punto: Fiorentina e Inter non possono infatti permettersi obiettivi e piccole rivincite personali. Obiettivi (di società) che dopo il pari del Franchi sono ancora alla portata per entrambe: i ragionamenti che riguardano l’Inter sul + 6 sul Milan e sul + 7 sul Napoli sono d’aria, al momento, di concreto c’è solo la flessione di risultati della squadra di Chivu.
Considerazioni, appunti e conferme pre-sosta. L’Inter senza Lautaro è un’altra cosa e oltretutto dietro balla spesso la macarena. Il Milan con Rabiot ha un’altra sostanza, un altro peso specifico: quanto mi fanno ridere gli anti-allegriani (per pura antipatia personale) presi a punti. Che oggi sono 63, un autentico miracolo riconosciuto da numerosi allenatori e pochi esperti di chiacchiere. Il Napoli con De Bruyne, McTominay e Anguissa non è nemmeno lontano parente di quello che per sei mesi ha dovuto fare a meno di tanta qualità e esperienza. Il Como è il Como: la cosa migliore espressa dal campionato, ma anche la più distante dal nostro calcio trading, un progetto tecnico che noi italiani non saremmo mai in grado di riprodurre.
La Juve con Vlahovic e Milik ha finalmente un attacco credibile e consente a Spalletti di digerire il pari col Sassuolo. Agli emiliani dobbiamo delle scuse poiché sabato mattina abbiamo forse esagerato con l’ironia sulla pertosse: questo mondo sopporta tutto tranne il sarcasmo e le sue declinazioni. La Roma, beh, la Roma appartiene a una piazza che, dopo aver messo in discussione Mourinho (sacrilegio), comincia a discutere Gasperini e di riflesso rimpiange l’adesione che riusciva a garantire lo Special col quale nulla sembrava impossibile. Non ho intenzione di demolire le certezze di Massara, né il discorso sulle «risorse che non mancano» (ci sono già passato col giovane Pinto): la realtà di marzo porta a Vaz, Venturino, Zaragoza, Tsimikas, Arena. Bologna non riesce ancora a gestire l’entusiasmo, né la delusione, mentre la Lazio si sta abituando a fare da sé e adesso anche per tre".