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Zazzaroni: "È stato trovato un simpatico modo per festeggiare i vent’anni di Calciopoli"

di Francesco Finulli

Un nuovo possibile scandalo getta ombre sul calcio italiano, già di suo affossato dai risultati scadenti sul campo della Nazionale e delle sue rappresentanti nelle competizioni europee. L'accusa per frode sportiva mossa dalla Procura di Milano nei confronti del designatore di A e B Gianluca Rocchi e del supervisore Var Andrea Gervasoni, rischia di scoperchiare un vaso di Pandora di cui ancora non sono calcolabili le proporzioni. In attesa di saperne di più sugli sviluppi, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ne ha parlato sul suo editoriale di questa mattina.

Il pensiero di Ivan Zazzaroni: "Scacciate i retropensieri, nessuno pensi male: è più importante, quasi vitale, arrivare alla verità e sapere se Rocchi sia effettivamente intervenuto in sala Var per accelerare la verifica di un rigore (che c’era) e se la scorsa stagione - come si legge nei capi d’imputazione - abbia scelto arbitri graditi all’Inter, come Colombo di Bologna-Inter 1-0.  Forza, è stato trovato un simpatico modo per festeggiare i vent’anni di Calciopoli. Ripensando anche ai recenti casi Trentalange e D’Onofrio, però, vien voglia di azzerare tutto e affidare la direzione delle partite all’intelligenza artificiale, perché quella arbitrale non offre più garanzie". 


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