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Vulcano: "Ibrahimovic provocava anche lo staff in allenamento. Brobbey un obiettivo quando ero al Milan"

di Manuel Del Vecchio

È stata una delle armi nascoste del Milan di Pioli che ha vinto lo scudetto, ora sogna di sedere in panchina da allenatore. Luciano Vulcano, ex assistente di Pioli e vice al Sunderland che ha centrato l'Europa League, è pronto a fare un ulteriore passo nella sua carriera. Intervistato da gianlucadimarzio.com ripercorre diversi momenti della sua carriera rossonera.

Il sogno di allenare: "Ho studiato le lingue, la comunicazione, la gestione del gruppo e del self. Da collaboratore e da vice ho lavorato con campioni e ho imparato molto: oggi mi sento un primo allenatore e aspetto la panchina giusta per cominciare". Dove? "Ho parlato con vari club in Italia e in Inghilterra, voglio fare la scelta giusta".

Da match analyst allo staff di Pioli: "Studiavo Scienze Motorie e allenavo nel settore giovanile del Varese. L’ultimo anno di università si è aperta una posizione in stage da match analyst del Verona di Mandorlini e Toni e l’ho presa”. Dopo il Verona è arrivata l’Inter. De Boer, Mancini e poi Pioli. “A Stefano un Natale ho regalato un libricino scritto da me sulla periodizzazione tattica. Gli era piaciuto molto e da quel momento siamo entrati in sintonia: quando è andato alla Fiorentina mi ha chiesto di seguirlo e, per la prima volta, anziché lavorare come match analyst per il club, sono entrato a far parte di uno staff tecnico come collaboratore”.

Su Ibrahimovic: “Ibra alzava il livello di ogni allenamento. Chiamava palla di continuo, provocava tutti, staff incluso. Conosceva il valore del nostro lavoro: quando provocava lo faceva con rispetto. Era incalzante, uno stimolo continuo”.

L’esperienza al Sunderland: “Qui in Inghilterra ho un professore privato per migliorarmi sempre. Nell’ultima stagione al Sunderland mi è stato chiesto di portare il mio approccio tattico, ‘italiano’, su una struttura già solida. Il club ha costruito una squadra forte: Xhaka è un campione e in Italia sarebbe titolare ovunque, Alderete era vicino alla Roma, Brobbey era un nostro obiettivo al Milan. La qualificazione in Europa League è meritata e l’esperienza inglese mi resterà dentro”.


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