Di Stefano: "Il modello italiano a questo Milan non piace. Ci sarà un uomo che fa solo trattative, uno che fa solo le scelte e un uomo che fa solo scouting"
Peppe Di Stefano, giornalista di SkySport, si è così espresso in diretta televisiva commentando il nuovo assetto dirigenziale imposto al Milan da Gerry Cardinale: "Inutile girarci intorno: il modello italiano a questo Milan non piace. La struttura classica con presidente, amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore non piace. Probabilmente piace più quella anglosassone. Se si va a vedere il modello Liverpool - non sto paragonando uomini o aspetto economico, parlo solo di struttura di base - è il modello che sta provando a replicare questo Milan. Avere una triade a capo di tutto, proprietario, CEO e allenatore, e poi avere una squadra che fa solo esclusivamente la parte sportiva e di mercato, con un uomo che fa solo trattative, uno che fa solo le scelte e un uomo che fa solo scouting. Sono due modi totalmente diversi di lavorare".
MILAN, IL NUOVO ASSETTO DIRIGENZIALE
"Credo - ha spiegato Peppe Di Stefano sulla nuova dirigenza del Milan - sia stato fatto un abito e poi è stato trovato chi potesse indossarlo. Ora c’è una certezza in questo disegno: c’è un volto nuovo, quello di Ruben Amorim, e poi c’è soltanto un rimescolamento di figure interne. Se sono state scelte di ripiego lo dirà solamente il tempo. Dovremo cambiare anche un po’ noi nel pensiero. Non c’è più l’Adriano Galliani che fa il campo, parla con l’allenatore e fa le trattative e sceglie i giocatori insieme ad Ariedo Braida. È una struttura diversa, dove c’è un capo scout, Lomonte, che riporta esclusivamente a Bobby Gardiner, che sarà il responsabile dei giocatori da proporre, con Hendrik Almstadt che andrà a svolgere le trattative".