Shevchenko ricorda il suo arrivo al Milan: "Passaggio importante della mia vita. Il 7? Me lo cedette Ibrahim Ba"
Ospite del format di Amazon Prime Video "FENOMENI" in compagnia dell'ex calciatore Luca Toni, Andriy Shevchenko, storico attaccante del Milan che tra il 1999 e il 2006 ha vinto tutto in rossonero, anche un Pallone d'Oro. Di seguito alcuni estratti delle suo intervento.
Sul suo arrivo al Milan
"È un passaggio importante della mia vita. Io sono stato seguito dal Milan per tanto tempo grazie ad uno scout georgiano che Braida e Galliani avevano ingaggiato per osservarmi. Ti racconto questa: quando giocavo nelle giovanili della Dinamo Kiev venimmo a Milano per un torneo ed andammo a San Siro. Quando ho visto per la prima volta lo stadio ho avuto la sensazione che ci sarei tornato. Da quel momento in cui ho cominciato a guardare il Milan da quel momento".
Il retroscena con Braida
"Braida venne da me con una maglia del Milan con stampato il mio nome e la numero 10. Mi disse che se volevo vincere il pallone d'Oro dovevo giocare per il Milan. Per me solo il pensiero di vincere il pallone d'Oro era utopia, però due calciatori ucraini prima di me lo vinsero".
Sulla scelta della maglia numero 7
"Il 10 era occupato da Boban. Non potevo andare da lui e chiedergli la maglia (ride, ndr). Quando sono arrivato e dovevo scegliere il numero di maglia, Ibrahim Ba, che giocava al Milan, venne da me e mi disse di prendere il suo numero dicendomi che mi avrebbe portato fortuna. Io accettai, anche perché mi piaceva quel numero. Qualche giorno dopo mi ha chiamato un amico di Israele dicendomi che il numero 7 in israeliano significa "Sheva", e il mio nickname è sempre stato "Sheva"".
Sull'incontro con Maldini
"È stato incredibile. Io ho conosciuto Paolo durante una settimana di preparazione in Sardegna. L'incontro è stato incredibile, ero molto emozionato. Però ho visto una persona molto disponibile, di grande classe, di livello. Quando l'ho conosciuto non mi sono mai sentito in difficoltà, ho sempre sentito un calore importante, un'amicizia, un rapporto, e mi è piaciuto tanto. Poi c'erano Costacurta ed Albertini in vacanza in Sardegna, e mi hanno invitato a cena, poi una mezza giornata con loro in barca, anche se non parlavo mezza parola di italiano. Però sono stati molto carini nell'ospitarmi. Da subito hanno creato un rapporto con me".