Serafini: "Si parla di incontri Tare-Allegri-Furlani per il mercato. Se ne devono occupare i primi due: sono loro l'area sportiva, sono loro gli esperti, sono loro i competenti"
Nel corso del suo editoriale per MilanNews.it, il giornalista Luca Serafini si è così espresso sulla gestione del Milan: "Si parla di incontri ripetuti tra Allegri, Tare e Furlani per il prossimo mercato. Se ne devono occupare i primi due, rispettando i budget indicati: sono loro l'area sportiva, sono loro gli esperti, sono loro i competenti. Sono solo loro due a dover condurre trattative e concludere operazioni: così come Tare e Allegri non ci occupano di bilanci e budget, allo stesso modo chi si occupa di bilanci e budget non metta il naso nelle scelte tecniche. Anche qui, come in squadra e in rosa, l'unica strada è quella di avere punti fermi, di poter contare sulle competenze e non sui capricci o sulla presunzione: al calciomercato non si gioca, si lavora".
LE RICHIESTE DI ALLEGRI A FURLANI E TARE
Massimiliano Allegri ha concesso per ieri un giorno di riposo ai suoi, ma lui non si è certo preso un giorno di vacanza. Anzi, se possibile, ha passato il giovedì con poi preoccupazione, cura e attenzione di quanto già non ne avrebbe avute allenando i calciatori a Milanello. Il tecnico livornese, infatti, è stato nella mattinata ospite a Casa Milan per un incontro - di una vasta serie - per programmare il prossimo futuro del club assieme a Igli Tare, direttore sportivo, e a Furlani, amministratore delegato rossonero. L’argomento all’ordine del giorno è stato, ovviamente, il calciomercato, con Allegri che ha ribadito - in un clima cordiale e di condivisione reciproca - le sue richieste per la prossima stagione. Anzi no, errata corrige: la richiesta è solo una. Fare una squadra per vincere. Da quella dipendono tutte le altre. L’allenatore ha accettato il progetto milanista per ricostruire al primo anno centrando la Champions League (per la cui ufficialità mancano sette punti) e per vincere al secondo; anche perché, come è stato lui stesso a ripetere più volte, in un club come il Milan si deve vincere. Tutto il resto viene dopo. E, per farlo, serve che gli venga costruita una squadra competitiva. La direzione invocata da Allegri è chiaramente tecnica - servono almeno quattro calciatori alla Rabiot, cioè esperti, di status, già pronti per vincere - ma anche e soprattutto ideologica: un club come il Milan se ne fa il giusto degli attivi di bilancio, un club come il Milan può puntare a qualificarsi in Champions solo per ripartire e non si può essere soddisfatti ogni anno del solo piazzamento, in un club come il Milan nessuno è più grande del club stesso. Considerando come sono andate le ultime annate, utile che sia stato ribadito anche ieri.