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Serafini attacca: "Per questa società gli obiettivi non cambiano né se arrivi ottavo né se vinci lo scudetto: questi sono eventi di secondaria importanza"

di Antonello Gioia

Nel corso del suo editoriale su MilanNews.it, Luca Serafini si è così espresso sulla gestione del Milan: "È sempre molto difficile l'analisi quando si parla di calcio, specialmente se coinvolti dalla passione e dal tifo. È complicato peraltro anche per opinionisti apparentemente distaccati, empiricamente super partes: le sfaccettature sono molteplici così come i fattori (tecnici e umani): ragione e torto si spartiscono le percentuali a seconda dei punti di vista, perché è sempre tutto molto soggettivo e assai poco oggettivo.

Qualcuno mi accusa di essere ancora troppo tenero con questa società, nonostante l'epurazione subìta 14 mesi fa dal canale tematico. Forse è subentrata un po' di rassegnazione: Berlusconi e Galliani erano in grado di recepire le critiche, di elaborarle, di ripartire. Oggi invece la sordità vince su qualsiasi ostacolo, perché gli obiettivi non cambiano né se arrivi ottavo né se vinci lo scudetto: questi sono ormai eventi collaterali, di secondaria importanza. Puoi criticare fin che ti pare, intonare i cori, ma è evidente che il gol della proprietà resta comunque allontanare da San Siro i tifosi dei club e della Curva fino a quelli sciolti, privilegiare il business, essere indifferenti rispetto alle vittorie, ai pareggi e alle sconfitte. Un messaggio chiaro che arriva anche alla squadra, fatalmente. E non c'è uscita di Scaroni che non rimpolpi questa, che non è più una mera sensazione, ma la storia di oggi".


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