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Scuola calcio Rangnick: tutti gli allenatori legati al tedesco

di Redazione MilanNews

Ralf Rangnick, per accettare un eventuale ruolo nel nuovo Milan, avrebbe posto condizioni molto simili a quelle già avanzate sei anni fa: piena autonomia tecnica, un gruppo ristretto di collaboratori fidati e la possibilità di costruire il progetto secondo la propria visione. Ma stavolta c’è una differenza sostanziale: non arriverebbe come allenatore, bensì come responsabile dell’area tecnica, con il compito di scegliere personalmente il nuovo tecnico rossonero.

Ed è proprio qui che entra in gioco il cosiddetto “mondo Rangnick”, una rete di allenatori cresciuti sotto la sua influenza tattica e metodologica. Tecnici accomunati da principi ben definiti: pressing aggressivo, intensità, verticalità e sviluppo dei giovani. Di seguito la lista stilata da La Gazzetta dello Sport.

Il nome che più piaceva era quello di Andoni Iraola, profilo ideale per filosofia e stile di gioco. Tuttavia, la pista che porta al tecnico basco appare ormai molto complicata. Ecco perché il Milan starebbe valutando altre opzioni direttamente collegate alla galassia Rangnick.

Uno dei candidati più credibili è Matthias Jaissle, oggi all’Al-Ahli. Rangnick lo ha allenato ai tempi dell’Hoffenheim e ne apprezza il calcio offensivo e aggressivo, perfettamente in linea con i principi Red Bull.

Grande attenzione anche a Oliver Glasner, reduce dalla vittoria in Conference League con il Crystal Palace dopo il trionfo in Europa League con l’Eintracht Francoforte. Glasner è molto vicino a Rangnick sia dal punto di vista umano sia tattico: è stato suo vice al Salisburgo e ne ha assimilato profondamente le idee di gioco. Le sue recenti dichiarazioni sul possibile addio al Palace hanno ulteriormente acceso le voci.

Poi c’è Julian Nagelsmann, oggi ct della Germania, forse il più celebre degli “allievi” di Rangnick. Cresciuto all’Hoffenheim, prima nel settore giovanile e poi in prima squadra, è stato di fatto plasmato calcisticamente dal dirigente tedesco.

Un altro nome legato a doppio filo a Rangnick è Marco Rose. Da giocatore fu allenato proprio da lui, mentre da tecnico ha seguito l’intero percorso del modello Red Bull passando da Salisburgo, Lipsia e Borussia Dortmund. Attualmente è libero e rappresenta uno dei profili più coerenti con quella filosofia.

Tra i pionieri della scuola rangnickiana c’è anche Roger Schmidt, scelto proprio da Rangnick per guidare il Salisburgo. Con lui ha contribuito a definire lo stile moderno e ultra-intenso del club austriaco. In seguito ha allenato Bayer Leverkusen, PSV e Benfica. Anche lui è senza squadra.

Nella lista rientra pure Jesse Marsch, uno dei collaboratori più vicini a Rangnick negli anni del progetto Red Bull. Ha esportato quel modello calcistico tra New York, Salisburgo e Lipsia, prima delle esperienze al Leeds e sulla panchina del Canada.

Infine Adi Hütter, altro tecnico cresciuto nell’universo Red Bull. Prima da giocatore e poi da allenatore al Salisburgo, ha portato i principi di Rangnick anche all’Eintracht Francoforte, al Borussia Mönchengladbach e al Monaco.

La sensazione è che, se Rangnick dovesse davvero approdare al Milan, il nuovo allenatore possa arrivare proprio da questa cerchia: uomini di fiducia, formati dentro una filosofia precisa e accomunati dalla stessa idea di calcio moderno, aggressivo e verticale.


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