Saelemaekers ricorda: "I primi due o tre mesi, dico la verità, mi chiedevo cosa ci facessi a Milano. Ora è come casa"
Quattro anni fa il Mondiale lo aveva solo sfiorato, inserito tra le riserve, quest'anno Alexis Saelemaekers sarà invece protagonista con il suo Belgio alla rassegna iridata che inizierà giovedì sera tra Messico, Stati Uniti e Canada. Il giocatore del Milan, reduce dalla sua stagione di ritorno in rossonero tra alti e bassi dopo due anni trascorsi in prestito, è stato intervistato in esclusiva dai colleghi di Cronache di Spogliatoio proprio in vista dell'importante appuntamento estivo. Le sue dichiarazioni.
Sul salto dal Belgio all'Italia:
"I primi due o tre mesi, dico la verità, mi chiedevo cosa ci facessi a Milano. All'Anderlecht il livello è molto alto ma non è paragonabile a quello della Serie A. In allenamento in Belgio, a volte, sbagliavamo passaggi o facevamo errori tecnici, andava bene lo stesso: qua mi sono reso conto che anche un passaggio sbagliato ti può costare la sconfitta e non è accettabile. Questo è stato molto molto difficile all'inizio, ero molto giovane e non capivo questo livello di esigenza del Milan. Però piano piano sono risucito a capire quali sono le mie responsabilità in questo tipo di squadra e ti porti al livello della squadra. Poi quando sei più libero, le tue giocate e il tuo talento esce di più. Sono stato tanto grato in quel momento a Paolo Maldini e Stefano Pioli che mi hanno dato tanto tempo per crescere, visto che ero giovane e avevo bisogno di questo tempo. Poi passare da Bruxelles a Milano è anche molto diverso. Oggi, però, se dovessi tornare indietro sceglierei di trasferirmi a Milano 1000 volte ancora. Milano è come casa, il Milan è come casa: sono molto orgoglioso di essere qua e fare parte di questo progetto".