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Robinho, il globetrotter del pallone che potrebbe tornare a casa

di Riccardo Casali
Fonte: Andrea Losapio da tuttomercatoweb.com

Se nel calcio dovesse esistere una squadra come gli Harlem Globetrotters, allora Robinho sarebbe inserito di diritto nella rosa che affronta i Generals. L'ex ragazzo prodigio di Vila Belmiro, uno dei tanti presunti eredi di Pelè nati nel Santos, nel 2002 è esploso come una bomba nel campionato brasiliano, siglando 10 reti in 30 presenze, vincendo subito un double - due Brasileirao in due anni, anche grazie alla presenza di un giovanissimo Diego - e poi conquistato la Bola de Ouro, riconoscimento elargito al miglior giocatore brasiliano. Insomma, l'antesignano di Neymar, quando però il Brasile aveva un'economia al limite della povertà, non il treno che è ora per il mondo del danaro.
Il passaggio al Real Madrid per 30 milioni di euro può davvero essere comparato, almeno come incidenza, dai prossimi 60 che probabilmente il Barça spenderà per Neymar. Robinho a Madrid si è acceso, e non a intermittenza, diventando uno dei migliori attaccanti esterni del mondo, regalando discese, gol e tunnel, quasi a far capire che per lui il calcio bailado è divertimento e conta quasi più di una vittoria. Ma a un certo punto si è incupito, volendo lasciare a tutti i costi la Spagna per l'Inghilterra, per affrontare la Premier con la maglia del Chelsea. Non riuscendoci, perché all'ultima curva il Manchester City superò i Blues, accaparrandosene le prestazioni per 42 milioni di euro.
Da lì in poi un lento calando, perché si può dire tutto di Manchester tranne che sia una bella città. Grigia, piovosa, il classico agglomerato urbano nel nord dell'Inghilterra. E probabilmente l'istinto paulista di Robinho ne è uscito soffocato, senza più uscirne. Il prestito al Santos, nel 2010, non l'ha rigenerato. Né il passaggio al Milan dove, nonostante i 14 gol della prima stagione, non ha mai davvero brillato, fino ai due gol di quest'anno. Pochissimi per un calciatore pagato più di 12 milioni lordi all'anno.
Muricy Ramalho, tecnico del Santos, ora lo rivorrebbe, a 8 anni dalla sua ultima stagione - quasi - intera con la casacca bianconera. Sarebbe un buon modo, per Robinho, di ripartire da zero e ritrovare la sua anima globetrotter, con il Mondiale alle porte. D'altro canto è stato lui l'antesignano di Neymar, e non il contrario.


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