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Ricci: "Può essere 352 o 433, bisogna vedere come stai in campo. Oggi c’eravamo ma non c’eravamo"

di Manuel Del Vecchio

Samuele Ricci, oggi titolare, ha parlato a DAZN dopo Milan-Udinese 0-3. Queste le parole del centrocampista sulla brutta sconfitta di San Siro:

Cosa avete sofferto dell’Udinese questa sera?

“Una partita non facile da analizzare. Per noi era importante, dovevamo dare un segnale che non c’è stato. La prima cosa che mi viene in mente è che in fase di possesso c’è stata troppa frenesia e questo ci ha portato a subire ripartenze. Poi abbiamo subito gol… Una serata da dimenticare. Bisogna far forza sul gruppo che si è creato da inizio stagione, abbiamo 63 punti ed un motivo c’è. È un momento difficile sicuramente che va attraversato, e l’unico modo per farle è tramite il lavoro in settimana e concentrarsi su noi stessi”.

Perché oggi non c’è stato questo segnale? Pesa lo scudetto andato?

“Non è cambiato nulla, semplicemente è un momento di difficoltà all’interno di una stagione. Può capitare. Tante cose non ci vengono. Magari anche la partita di oggi per come si è messa ci ha portato a disunirci prima, a trovare meno compattezza ed ordine. Un risultato molto pesante, che non ci voleva. Dispiace per noi e per i tifosi. L’unico modo è voltare pagina”.

Questo modo di stare in campo è nelle vostre corde?

“A parte il sistema di gioco che può essere 352 o 433, bisogna vedere come stai in campo. Oggi c’eravamo ma non c’eravamo, anche se qualcosa abbiamo creato. Non siamo riusciti a concretizzare. Magari sul 2-0 se era gol di Saelemaekers cambiava la partita, non lo so… Ci è mancato qualcosa rispetto alle altre partite, eravamo meno presenti. Ci deve far riflettere. Adesso l’unico modo è di pensare subito alla prossima”.


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