Ravelli sul Milan: "Cardinale sarà più presente, ma il club ha bisogno subito di competenze"
Arianna Ravelli, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha parlato così de caos societario al Milan che è ancora senza dirigenza e allenatore ad un mese da raduno: "Il primo problema, ovvio, è quello dei tempi. Giugno è il mese in cui si costruiscono le squadre, se non si sono già costruite prima. È il momento in cui si avviano o si chiudono le trattative, si definiscono le strategie, si individuano gli obiettivi. Arrivare in ritardo significa spesso pagare di più, perdere opportunità o essere costretti a rincorrere (o a subire) le decisioni degli altri. Qualche settimana può fare la differenza. Ma c’è anche una questione più profonda, che riguarda le competenze. Gerry Cardinale, da quando è entrato nella proprietà del club e quindi nel calcio italiano, ha portato una visione imprenditoriale moderna, per certi versi persino affascinante: è convinto di poter estrarre valore dal calcio, aumentando i ricavi, costruendo un’organizzazione efficiente e sostenibile, sviluppando una media company e non solo un club di pallone. Nessuno può negare che il calcio abbia bisogno anche di questo.
Un investitore può definire la direzione strategica, fissare gli obiettivi e controllare i risultati. Più difficile pensare che possa sostituire le competenze specifiche che servono per costruire una squadra di calcio vincente. Davvero possono individuare i profili giusti assieme ai cacciatori di teste? Ok che vogliono individuare subito un responsabile dell’area tecnica (ma siamo già in ritardo e ora sembra sfumare pure Rangnick) e poi scegliere assieme a lui l’allenatore, ma chi li aiuta a scegliere l’uomo delle future scelte? Cardinale si è rammaricato di aver delegato troppo nei suoi primi quattro anni di Milan, ed è una buona notizia che voglia essere più presente nel nuovo corso. Ma il Milan ha bisogno di competenze. Subito. (Perché al momento c’è solo uno spettro del Milan)".