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Ravelli sul Milan: "Cardinale sarà più presente, ma il club ha bisogno subito di competenze"

di Enrico Ferrazzi

Arianna Ravelli, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha parlato così de caos societario al Milan che è ancora senza dirigenza e allenatore ad un mese da raduno: "Il primo problema, ovvio, è quello dei tempi. Giugno è il mese in cui si costruiscono le squadre, se non si sono già costruite prima. È il momento in cui si avviano o si chiudono le trattative, si definiscono le strategie, si individuano gli obiettivi. Arrivare in ritardo significa spesso pagare di più, perdere opportunità o essere costretti a rincorrere (o a subire) le decisioni degli altri. Qualche settimana può fare la differenza. Ma c’è anche una questione più profonda, che riguarda le competenze. Gerry Cardinale, da quando è entrato nella proprietà del club e quindi nel calcio italiano, ha portato una visione imprenditoriale moderna, per certi versi persino affascinante: è convinto di poter estrarre valore dal calcio, aumentando i ricavi, costruendo un’organizzazione efficiente e sostenibile, sviluppando una media company e non solo un club di pallone. Nessuno può negare che il calcio abbia bisogno anche di questo.

Un investitore può definire la direzione strategica, fissare gli obiettivi e controllare i risultati. Più difficile pensare che possa sostituire le competenze specifiche che servono per costruire una squadra di calcio vincente. Davvero possono individuare i profili giusti assieme ai cacciatori di teste? Ok che vogliono individuare subito un responsabile dell’area tecnica (ma siamo già in ritardo e ora sembra sfumare pure Rangnick) e poi scegliere assieme a lui l’allenatore, ma chi li aiuta a scegliere l’uomo delle future scelte? Cardinale si è rammaricato di aver delegato troppo nei suoi primi quattro anni di Milan, ed è una buona notizia che voglia essere più presente nel nuovo corso. Ma il Milan ha bisogno di competenze. Subito. (Perché al momento c’è solo uno spettro del Milan)".


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