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Ravelli si chiede: "In quanto tempo si pone l’obiettivo di tornare a vincere? Bisogna spiegarlo e bisogna sostenere, anche finanziariamente, le proprie idee"

di Antonello Gioia

Arianna Ravelli, vice-direttrice de La Gazzetta dello Sport, si è così espressa sul nuovo Milan di Amorim e le scelte di RedBird: "Non c’è bisogno soltanto di un allenatore: c’è bisogno di una struttura. Restano da definire figure fondamentali come l’amministratore delegato, il direttore sportivo e il direttore tecnico, chiamati a costruire un progetto coerente e amettere l’allenatore nelle condizioni di lavorare con efficacia. Senza una filiera decisionale chiara, nessun tecnico, per quanto bravo, può essere una garanzia. Dal Manchester Amorim se ne andò dopo aver attaccato la società per lamancanza di chiarezza dei ruoli. Disse che era arrivato 'per fare ilmanager, non semplicemente l’allenatore'. Lo esonerarono il giorno dopo. E siccome al Milan non farà il manager, è importante che siano ben chiari compiti, poteri, margini di manovra, Ibrahimovic compreso. In pole, come dt e ds, ci sono Krösche e Hardung: due dirigenti di scuola tedesca che dovranno sposarsi con un allenatore portoghese, in un campionato italiano che nessuno di loro ha frequentato: non significa che non funzionerà, ma a occhio significa che servirà tempo".

NUOVO MILAN: LE DOMANDE DI RAVELLI

"E allora: qual è la durata del progetto del nuovo Milan che nasce? In quanto tempo si pone l’obiettivo di tornare a vincere? Tre anni? Bisogna spiegarlo e bisogna avere la forza di sostenere, anche finanziariamente, le proprie idee, se i risultati (leggi la qualificazione in Champions con i suoi incassi) dovessero tardare. C’è poi il tema della squadra. Amorimha ottenuto i risultatimigliori in Portogallo quando ha potuto lavorare su un gruppo costruito secondo le sue idee. Il suo calcio richiede interpreti specifici, adatti alla difesa a tre e all’intensità del pressing. È difficile immaginare che il Milan possa limitarsi a qualche ritocco: servirà una ricostruzione tecnica e probabilmente anche identitaria. Un allenatore nuovo va sostenuto: nelle scelte dimercato in primis. Nelle battaglie di ogni giorno, dentro e fuori Milanello, subito dopo". 


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