Polverosi: "10 punti sul Milan sono tanti e dietro le altre sembrano più interessate a piazzarsi in Champions che a rincorrere sul serio una squadra imprendibile"
Alberto Polverosi, giornalista, si è così espresso sul Corriere dello Sport commentando gli aggiornamenti di classifica nella corsa Scudetto: "L'Inter doveva sistemare un po’ di cose dopo i tre gol del Bodø. Doveva riprendere il suo veloce cammino in campionato per spingere ancora più indietro il Milan e le altre ormai ipotetiche rivali per lo scudetto. Per riuscirci, doveva piegare il Lecce, la squadra più in salute fra tutte quelle della zona-salvezza e non è stato facile. Ci sono voluti 75 minuti e 17 tiri, il secondo di Mkhitaryan, entrato poco prima, per portare a casa i tre punti. È un altro scatto verso lo scudetto, un altro passo forse decisivo. Dieci punti di vantaggio sul Milan a dodici partite dalla fine sono tanti e dietro le altre sembrano più interessate a piazzarsi in Champions che a rincorrere sul serio una squadra imprendibile. E poi, quando si parla dell’organico più ricco e completo della Serie A, nessuno si turbi alla Pinetina: primo gol dell’armeno, secondo di Akanji, tutt’e due entrati nella ripresa. Nell’Inter si possono cambiare i fattori ma il prodotto resta lo stesso.
La capolista non aveva mai lasciato un punto alle piccole, alcune le aveva anche sepolte di gol (il Pisa e il Torino) e non ha fatto sconti neppure al Lecce. Che ha rinunciato al contropiede per tutto il primo tempo e con una difesa serrata stava per conquistare un altro punto d’oro. Se per lo scudetto l’indizio è chiaro, per la salvezza è bagarre e i salentini, dopo le due vittorie di fila, ora temono l’aggancio della Fiorentina e il distacco dal Genoa e dalla Cremonese. C’è da parlare anche di Bastoni e dei fischi di tutto lo stadio. Cattivi, certo. Anche impietosi, ma sono il frutto del mondo di oggi e del calcio di oggi. La tv ti incastra e i social ti linciano e siccome i giocatori di oggi fanno parte come protagonisti di questo mondo e di questo calcio, dovrebbero capire prima e meglio di altri che i bluff sono come boomerang, ti tornano indietro e a volte (chi ricorda la scena de “Il Ciclone” di Pieraccioni sorriderà), ti arrivano in fronte, proprio come è capitato a Bastoni nello stadio salentino".