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Pellegatti sul Milan: "Allenatore straniero? Devono essere bravi e basta, poi importa nulla che sia straniero o meno"

di Federico Calabrese

L’assenza dalla prossima edizione della Champions League ha avuto ripercussioni pesantissime sul Milan, spingendo il club verso una profonda rivoluzione societaria. Dopo il ko contro il Cagliari, la dirigenza rossonera ha deciso di cambiare pagina annunciando la separazione da Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada.

Una scelta arrivata al termine di una stagione giudicata fallimentare, segnata da troppi alti e bassi e da risultati ben lontani dalle aspettative iniziali. A incidere sono stati non solo il mancato accesso alla Champions, ma anche le continue critiche rivolte alla gestione tecnica e dirigenziale della squadra.

Allegri lascia il Milan dopo non essere riuscito a raggiungere l’obiettivo principale della stagione, mentre Furlani, Tare e Moncada salutano il club in un clima di forte contestazione da parte dell’ambiente rossonero. All’interno della società si è consolidata l’idea che fosse necessario avviare un nuovo corso per rilanciare il progetto.

Adesso il Milan si prepara a ripartire da zero, con la volontà di costruire una struttura più solida e competitiva, capace di riportare il club ai vertici del calcio italiano dopo un’annata complicata e ricca di polemiche.

Carlo Pellegatti, su TMW Radio, ha parlato così dei rossoneri: "Sono stati tre anni completamente disastrosi, la proprietà rimane quella, ma ce la dobbiamo tenere e si deve cercare di sperare che capiscano dagl ierrori. E se non lo fanno, c'è poco da fare. Allenatore? Ci sono novità. Entro mercoledì prossimo il Milan darà risposta a Rangnick, che ha dettato le sue condizioni. Lui è il dt, l'allenatore lo sceglie lui, così come il ds e il capo scouting e quello delle giovanili. Si porta 20 uomini per partire con un progetto che va dalle giovanili alla prima squadra. Italiano? no. I due nomi sono Glasner, che ha vinto ieri col Crystal Palace, e Jaissle, ex del Salisburgo. Straniero? Va bene, devono essere bravi e basta, poi importa nulla che sia straniero o meno. Il lavoro di Tare è ingiudicabile, non ha potuto lavorare, ha avuto mille ingerenze, problemi...".


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