.

Pato: "Ancelotti come un padre. Ha chiamato il suo cane Pato: eravamo davvero legati"

di Francesco Finulli

Alexandre Pato, ex attaccante del Milan rimasto molto legato ai colori rossoneri così come i tifosi al suo talento, è stato protagonista nei giorni scorsi di un'evento organizzato da Fondazione Milan, con cui collabora attivamente, in quel di New York, con alcuni bambini e ragazzini della metropoli statunitense. In quest'occasione il brasiliano è stato intervistato in esclusiva dai colleghi americani di CBS Sports Golazo, parlando della sua esperienza rossonera e del suo amore per il Diavolo che non è mai cambiato. Un estratto delle sue dichiarazioni.

Le parole di Pato sul rapporto con Carlo Ancelotti: "Carlo mi ha dato tantissima fiducia. Pensate che ha chiamato il suo cane Pato! Eravamo davvero legati, per me Ancelotti è più di un semplice allenatore: è un amico, come un padre. Quando sono arrivato al Milan avevo 17 anni; lui venne al cancello di Milanello, mi prese per mano e mi disse: "Ok, vieni dentro, voglio presentarti agli altri giocatori". Chiamò ogni singolo compagno e disse: "Ragazzi, questo è Pato". E loro: "Ciao Pato, buona fortuna, siamo qui per te". Per questo dico che è un gentiluomo prima che un coach. Si raccontano tante storie su di lui a Milanello. Ho sentito dire spesso che arrivava al centro sportivo in elicottero. Non l'ho mai visto di persona, ma dicevano che a volte lasciava i vestiti e diceva: "Ok, domani non voglio guidare, prendo l'elicottero". Penso che solo lui possa fare una cosa del genere. È troppo "cool", è intelligente, è simpatico. Per me è il miglior allenatore di sempre".


Altre notizie
PUBBLICITÀ