Pastore su OpenVar: "Trasparenza a pezzi: alcune cose non le sentiamo, altre vengono tagliate, non si presenta più chi dovrebbe commentare"
Giuseppe Pastore, giornalista, si è così espresso a Radio TuttoNapoli sugli arbitri italiani.
Open VAR è una buona idea o un boomerang?
“È un’ottima idea, perché tutti vogliamo trasparenza: sentire cosa si dicono gli arbitri e come si arriva a una decisione va nella direzione giusta. Il problema è quando la trasparenza diventa ‘a pezzi’: alcune cose non le sentiamo, altre vengono tagliate, non si presenta più chi dovrebbe commentare. Così si crea ancora più distacco con i tifosi”.
Palladino cambia la partita coi cambi, il Napoli invece si spegne. È un tema?
“È un tema enorme. L’Atalanta ha tradizione di gare cambiate dalla panchina e ha una profondità che la rende temibile. Il Napoli fa i cambi e muore su se stesso: le riserve quest’anno incidono poco. E giocatori come Politano e Lukaku, in questo momento, non mi sembrano in grado di spostare davvero”.
Cosa ti è sembrato “strano” oltre agli episodi arbitrali?
“Due gol di testa, gol da calcio d’angolo: cose che al Napoli succedono raramente. E poi la partita, fino al 55’, sembrava indirizzata: Atalanta stanca per la Champions, Napoli dominante. Invece è arrivata un’ondata contraria. E ho la sensazione che il Napoli abbia concentrato tutto il dibattito sull’arbitraggio, bypassando alcune domande di campo”.
Che tipo di risposte deve dare Conte?
“Conte dovrebbe spiegare perché il Napoli, in diverse trasferte, ha mostrato un filo conduttore negativo: o non si accende, oppure stacca la spina. E questo ha poco a che vedere con la sua carriera. Forse si soffre anche l’assenza di un obiettivo ‘nobile’: lo scudetto era l’unico che potesse accendere davvero. Secondo, terzo, quarto posto non scaldano allo stesso modo. E da qui possono arrivare certi cali di tensione”.