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Pasotto: "Non si vuole un 'debole' come Fonseca, ma il casting fa pensare che un nome veramente forte rispetto agli altri in realtà non ci sia"

di Antonello Gioia

Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sui profili degli allenatori che starebbe cercando il Milan: "Da un lato c'è la missione "concettuale". Dall'altro quella tecnica. Il Milan che sfoglia la margherita alla ricerca dell'allenatore capace di avviare davvero un ciclo - Fonseca, Conceiçao e Allegri, ovverosia gli ultimi tre, non ci sono riusciti -, deve riuscire a mettere insieme le due esigenze. Quella concettuale è semplice nella filosofia, ma evidentemente complessa nell'applicazione: il club, in questo periodo di frenetica ricerca tra una videocall e l'altra, ha ben chiaro in testa come l'obiettivo finale sia consegnare al mondo rossonero - e allo spogliatoio, in particolare - un tecnico forte. Cioè: non semplicemente valido nel suo lavoro, ma che parta da una posizione solida. Autorevole e allo stesso tempo sorretto da tutte le componenti del club. Per fare un esempio concreto: mai più un altro caso Fonseca, arrivato come seconda scelta (dopo il balletto surreale con Lopetegui) e quindi già debole in partenza. Il problema è che, ora come ora, il fatto che sia in atto un casting con più nomi induce a pensare che un nome veramente forte rispetto agli altri in realtà non ci sia. Altrimenti sarebbe già stato individuato e portato a Milanello".

NUOVO ALLENATORE MILAN: I NOMI

"Ad ogni modo - spiega Pasotto sul nuovo allenatore del Milan - in questo momento sono quattro i profili attenzionati: Glasner (quotazioni in ribasso, però), Jaissle (nome sul taccuino da tempo), Amorim (pista più recente) e Pochettino (più sullo sfondo, ma da tenere ancora in considerazione). Le linee guida aziendali: serve un allenatore con un gioco offensivo, votato all'attacco, "alla Fabregas", bandito il 3-5-2 allegriano".


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