Pasotto: "Non confesserà mai quanto, in cuor suo, sperasse davvero di inseguire l'Inter, ma dopo l'1-1 di ieri il mantra di Allegri diventa la strada più logica"
Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport raccontando quando accaduto in Milan-Como: "Non confesserà mai quanto, in cuor suo, sperasse davvero di poter bussare alla porta dell’Inter, ma dopo questo 1-1 il mantra che Massimiliano Allegri ripete da inizio stagione diventa per il suo Milan la strada più logica: d’ora in avanti il grosso delle energie psicofisiche dovrà essere utilizzato più per guardarsi le spalle che per continuare a inseguire sogni di gloria da scudetto. In attesa del derby (fra tre giornate), il recupero col Como fa scivolare i rossoneri a meno sette dalla vetta, ma se il Diavolo si volta indietro scopre che questo è un punto non così banale: più quattro sul Napoli terzo, più sette sulla Roma quarta e più otto sulle Juve quinta. Un’adeguata gestione nelle ultime tredici uscite garantirà l’imprescindibile ritorno in Champions. Un obiettivo che sotto sotto accarezza anche il Como, a cui però iniziano a scarseggiare un po’ troppo le vittorie: solo due punti nelle ultime tre partite, ma comunque Atalanta agganciata al sesto posto. Il quarto ne dista cinque.
Il Grande Buco, ovvero l’assenza di Rabiot, è stato colmato da Jashari, con un mediana nuova per due terzi: a destra di Modric c’è andato Ricci. Al centro della difesa De Winter per Gabbia e davanti Loftus-Cheek, non al meglio, ha ceduto a Nkunku il posto accanto a Leao. Fabregas ha messo il Como in centrifuga, cambiandogli il vestito: sotto lo smoking, la tuta da lavoro. Ovvero la primizia stagionale della difesa a tre – Diego Carlos al centro –, mediana con Perrone e Roberto, attacco affidato a Caqueret e Baturina dietro a Paz. Un 3-4-2-1 che non ha snaturato la squadra nel gioco, ma l’ha resa fisiologicamente più accorta, meno sbilanciata in fase di possesso. La gara di andata ha evidentemente fornito gli anticorpi giusti".