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Pasotto: "Nessuno è certo di restare: giocatori, allenatore e dirigenti. Ora qualsiasi scenario è lecito"

di Antonello Gioia

Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport raccontando e commentando la sconfitta del Milan contro il Cagliari: "The last dance. Sarebbe stato un ultimo ballo per molti – in campo e in tribuna – anche con la Champions. Figuriamoci così. Il Milan riesce nell’impresa di dilapidare il più agevole dei match point e dà l’addio nel modo più triste, doloroso e colpevole all’unico, vero obiettivo stagionale. La musica è finita, gli amici se ne vanno. E con lei i milioni della Champions. Sarà Europa League ed è una blasfemia calcistica per una squadra che dalla quarta giornata in poi è sempre stata nelle prime quattro posizioni. Ma d’altra parte, il ruolino di marcia degli ultimi due mesi e mezzo è tragico, giusto per usare un termine utilizzato da Allegri in vigilia: cinque sconfitte nelle ultime nove partite, in casa la vittoria manca dal 21 marzo.

Alla luce di questo lasso temporale, si può dire che sia giusto così, con buona pace dei 24 risultati utili di fila: difficile pensare di assistere a uno spreco simile. La sconfitta col Cagliari ha semplicemente certificato che questo Milan è sparito dal torneo troppo presto. Ovvero dalla sconfitta di Roma con la Lazio. Ora qualsiasi scenario è lecito. In questo momento nessuno può essere certo di restare. Vale per i giocatori, per l’allenatore e i dirigenti. Ma non è soltanto una questione di conferme o meno: è logico pensare che ci sarà chi vorrà cambiare aria a prescindere dalle valutazioni del club. Si annuncia una rivoluzione totale: Cardinale, che ha assistito allo scempio, domani dovrebbe essere ancora a Milano. Vedremo".


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