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Pasotto: "Ci sono tutte le indiscrezioni relative ai dissidi interni, a cui peraltro ha accennato pubblicamente anche Allegri"

di Antonello Gioia

Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul Milan di Massimiliano Allegri, ex allenatore rossonero: "Restando in ambito di campo, tra le varie motivazioni c'è senz'altro la sterilità offensiva. L'attacco ha smesso di essere tale con l'ingresso nell'anno solare 2026, le punte hanno segnato col contagocce. Lo svenimento si è completato quando nelle ultime partite del torneo è venuta a mancare anche la fase difensiva, l'unico vero fiore all'occhiello del Milan di questa stagione. La squadra di aprile e di maggio è sembrata quella di Fonseca e Conceiçao: autostrade a quattro corsie gentilmente messe a disposizione degli avversari. Allo stesso tempo, sono scomparsi anche gli ultimi scampoli di gioco rimasti: una squadra diventata totalmente incapace di allestire una fase offensiva ragionata e sviluppata. L'unica forma per provare a graffiare erano le ripartenze. Questo, appunto, per quanto riguarda il campo".

Allegri e il caos interno

Pasotto ha poi proseguito con la lista di 'attenuanti', per così dire, al lavoro sul campo del tecnico livornese: "Poi ci sono tutte le indiscrezioni relative ai dissidi interni, a cui peraltro ha accennato pubblicamente anche Allegri. Scenari destabilizzanti che hanno coinvolto l'ormai ex ad Furlani, Ibrahimovic, Tare, Allegri e, come ha sottolineato nei giorni scorsi Sergio Conceiçao, "lo spogliatoio soffre senza una società forte. Quello che si dice, con i social ai calciatori arriva". E poi: assenze rumorose a Milanello, le voci su Allegri in Nazionale, il tentativo di Cardinale di compattare l'ambiente aumentando sensibilmente la frequenza delle visite milanesi. È stato un frullatore a cui nessuno è riuscito a staccare la spina. Il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti".


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