Pacchioni su Allegri al Real: "Si dovrebbe abituare a un calcio diverso"
Paolo Pacchioni, su TMW Radio, ha parlato dell'interesse del Real Madrid per Massimiliano Allegri: "Allegri, persona intelligente, probabilmente si dovrebbe abituare a un calcio diverso, avendo mezzi diversi. Al Milan fa di necessità virtù. Non può pensare di andare al Real giocando tutti chiusi dietro e con le ripartenze".
I due regolamenti di Rocchi. Allegri non è in guerra col Milan. Serviranno acquisti da Champions
di Franco Ordine
Adesso è ufficiale: esistono, per Gianluca Rocchi due regolamenti. Uno si applica in un modo a proposito del blocco sul portiere, un altro si applica all’opposto. Rocchi si è ripresentato a Open Var dopo qualche assenza di troppo per spiegare l’apparente contraddizione tra il fischio di San Siro in Milan-Parma effettuato da Piccini (annullato il gol di Troilo) e l’intervento del var con nota invasione di campo di Pairetto avar nell’occasione che alla fine, ottenuto il cambio di decisione, quasi festeggia il personale successo con quel “bene, bene!”. Le immagini dimostrano che gli episodi sono identici, altro che distinguo! È la dimostrazione plastica del fatto che gli errori, in numero industriale, commessi quest’anno dalla squadra degli arbitri, si possono spiegare, tecnicamente, con le linee guida modificate di turno in turno dallo stesso staff di Rocchi per far scendere, statisticamente, gli errori commessi nella stagione. Adesso il campionato è andato, peggio di così il rendimento degli arbitri sarà impossibile da registrare, quindi bisogna pensare al futuro. Il piano di Gravina è quello noto della squadra di professionisti che si allenano come le squadre di calcio, sotto la tutela di una società guidata da tre esponenti indipendenti con a capo degli arbitri una sorta di direttore tecnico e finanziamento di Figc e Lega Serie A. Il contratto di Rocchi è in scadenza a giugno. E qui che i club devono attivarsi per capire quali saranno le scelte dei tre “indipendenti” e quale sarà il dt prescelto per il nuovo corso. Al di là dello status, per un cambiamento effettivo del rendimento, devono cambiare il designatore e le sue linee guida.
Questione Allegri- Colgo una evidente esasperazione nella vicenda Allegri-Milan. Sul piano concreto della comunicazione, le parole del tecnico in conferenza stampa sono esemplari. E infatti ripete: “Tra me e la società c’è sintonia totale”. Dovrebbero essere sufficienti per chiudere la questione che invece viene riaperta perché è ormai evidente che nel fronte milanista si sono formati due opposti schieramenti. Ci sono quelli che stanno dalla parte di Allegri e criticano le scelte del club, e quelli che stanno dalla parte di Furlani e criticano i rapporti d’amicizia di Allegri con alcuni media. Io la penso esattamente così: che Allegri abbia rapporti con alcuni giornalisti dopo aver lavorato tanti anni a Milano e Torino, non mi pare un peccato. Dev’essere giudicato per il lavoro che ha svolto. E fin qui è stato semplicemente eccellente. Poi che sia la società a guidare il mercato è da sempre abitudine consolidata che al Milan dell’era Furlani viene censurata per la riconosciuta ridotta esperienza dell’AD in materia di calcio.
Ricordo che nel passato glorioso berlusconiano Berlusconi-Galliani spesso portavano a termine trattative di grande rilievo, tipo Kaká, senza che Ancelotti fosse avvertito, ma era Kaká. L’importante è che, in vista di una eventuale Champions, si facciano operazioni da Champions e non da Milan futuro. Ascoltando magari qualche suggerimento dello stesso tecnico che è il primo a voler fare bella figura in Europa. Inoltre credo che, per il lavoro fin qui svolto, il ds Tare non meriti l’esonero (gli arrivi di Modric più Jashari e le cessioni vantaggiose sono da ricordare). Anche lui, sul piano della comunicazione, non ha sbagliato una virgola. La verità è che negli uffici di casa Milan non devono pretendere che i media che hanno rapporti con Allegri e magari con Tare debbano necessariamente essere indulgenti con la governance rossonera! Anche in questo caso l’indulgenza va guadagnata sul campo senza far uscire, continuamente, posizioni divaricate tra club e area tecnica.