Ordine su Leao e Pulisic: "Da due punte come loro si pretende qualcosa degna di un attaccante doc. E invece..."
Franco Ordine ha parlato così sulle pagine del Corriere dello Sport di Rafael Leao che ieri non ha preso molto bene il cambio durante Hellas Verona-Milan: "A dire il vero non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di spiegare, con poche semplici frasi, il motivo calcistico per cui anche a Verona, e senza i fischi del pubblico amico, Allegri si vede costretto a un certo punto della ripresa, mentre i suoi arretrano pericolosamente, metro dopo metro, dinanzi all’avanzare coraggioso del Verona, a sostituire Rafa Leao. È vero: bisogna riconoscergli il merito nel primo tempo di quell’assist delizioso a favore di Rabiot che il francese, unico pilastro di cemento armato di questo Milan svuotato di molte energie, trasforma in una rasoiata decisiva per acciuffare il successo e i tre punti che servono come ossigeno per riprendere la corsa verso la Champions.
Ma da Rafa, punta con Pulisic, e dallo stesso americano, si pretende a giusta ragione qualcosa degna di un attaccante doc. Niente di straordinario ma almeno un tiro in porta, una conclusione di testa, una presenza minacciosa in area di rigore altrui almeno. E invece di tutto questo non c’è traccia in nessuno dei due e in particolare nel portoghese che addirittura quando tenta uno scatto nella ripresa si fa riprendere facilmente. È questo il segnale che fa scattare la decisione sulla panchina milanista. E allora Leao, sconsolato, continua a chiedere ad Allegri e ai suoi collaboratori: “Perché sempre io?”. Perché se quello è il suo contributo con il Milan che nella ripresa comincia a soffrire il ritorno del Verona, allora c’è bisogno di altro".