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Ordine: "Il calcio esibito subito dopo l’1-0 promettente deve porre qualche quesito allo stesso Allegri"

di Federico Calabrese

Il sogno Champions del Milan si spegne nel modo più amaro, lasciando spazio soltanto a delusione e rabbia. La sconfitta contro il Cagliari certifica il fallimento di una stagione che avrebbe dovuto consolidare la crescita dei rossoneri e che invece termina con l’esclusione dall’Europa più importante. Un colpo pesantissimo per il club, sia dal punto di vista sportivo che economico, ma soprattutto per una piazza che considera la Champions League un obiettivo naturale, non un traguardo straordinario.

La gara di ieri è stata l’emblema di tutti i problemi che hanno accompagnato il Milan durante l’anno: poca continuità, fragilità mentale e incapacità di reagire nei momenti decisivi. Quando la pressione è salita, la squadra si è smarrita ancora una volta, confermando limiti che non sono mai stati realmente risolti nel corso della stagione. E così, tra occasioni sprecate e passi falsi evitabili, il traguardo è sfumato fino a diventare irraggiungibile.

Adesso il clima attorno al mondo rossonero è tesissimo. La tifoseria pretende risposte immediate e punta il dito contro la dirigenza, accusata di aver sbagliato scelte fondamentali nella costruzione del progetto tecnico. Le contestazioni aumentano e prende sempre più forza l’ipotesi di cambiamenti profondi nei prossimi mesi. Il fallimento nella corsa Champions potrebbe infatti aprire la strada a una vera rivoluzione, con decisioni importanti destinate a coinvolgere società, staff tecnico e mercato. Perché un epilogo del genere, in casa Milan, difficilmente può restare senza conseguenze.

Franco Ordine, sul Corriere dello Sport, ne ha parlato così: "Sarebbe incompleto l’esame di questa notte disastrosa se non si facesse riferimento al copione calcistico del Milan espresso soprattutto dal gol lampo fino al pari di Borrelli e poi nella fase successiva quando è stato il Cagliari a prendere l’iniziativa e a sfiorare il 3-1. I precedenti targati 2026 del Milan a San Siro hanno una spiegazione evidentissima: appena tre i successi conquistati prima di ieri sera (Lecce, Verona, Torino) a dimostrazione di una tendenza pericolosa che può essere giustificata in parte dalla crisi del gol (Leao e Pulisic a secco) ma che non racconta interamente la sequenza fallimentare. E questa volta non possono nemmeno invocare la contestazione del pubblico amico perché la curva sud, al netto della contestazione andata in onda prima di cominciare, poi ha cantato e sostenuto i rossoneri fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo insignificante tentativo di guadagnare almeno un pareggio. È vero: l’attacco ha fatto ancora una volta flop, è vero sono intervenuti tutti dalla panchina, ma anche il calcio esibito subito dopo l’1-0 promettente deve porre qualche quesito allo stesso Allegri e al suo staff tecnico che escono malconci dalla serata". 


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