Ordine durissimo: "Ma Leao si rende conto che se continua così finirà per dare ragione a quale cialtrone sul suo conto?"
Nel corso del suo editoriale per MilanNews.it, il giornalista Franco Ordine si è così espresso sul futuro di Rafael Leao: "Leao è il prossimo nodo da sciogliere per il Milan. Qui mi occupo del calciatore, della sua attuale stagione e della parabola discendente del suo rendimento. Forse il primo quesito da porre è il seguente: MA LEAO SI STA RENDENDO CONTO DEL SUO DEPREZZAMENTO PROFESSIONALE? HA CAPITO CHE COSI CONTINUANDO FINIRA’ PER DARE RAGIONE A QUALCHE CIALTRONE E PER NON TROVARE UNO STRACCIO DI ACQUIRENTE DISPOSTO A SCOMMETTERE SU DI LUI? Ecco allora il punto. Perché Leao, specie durante l’ultima esibizione a Verona, ha offerto questa impressione lamentandosi della sostituzione: non si rende conto di aver offerto un contributo men che modesto alla compagnia rossonera. È l’aspetto più inquietante della questione. Qui dovrebbero intervenire, più che Allegri e i dirigenti, anche i famigliari di Rafa per fargli capire in modo schietto che così continuando sta sprecando un grandissimo talento e si sta avviando a un finale di carriera deludentissimo".
LE RICHIESTE DI ALLEGRI A FURLANI E TARE
Massimiliano Allegri ha concesso per ieri un giorno di riposo ai suoi, ma lui non si è certo preso un giorno di vacanza. Anzi, se possibile, ha passato il giovedì con poi preoccupazione, cura e attenzione di quanto già non ne avrebbe avute allenando i calciatori a Milanello. Il tecnico livornese, infatti, è stato nella mattinata ospite a Casa Milan per un incontro - di una vasta serie - per programmare il prossimo futuro del club assieme a Igli Tare, direttore sportivo, e a Furlani, amministratore delegato rossonero. L’argomento all’ordine del giorno è stato, ovviamente, il calciomercato, con Allegri che ha ribadito - in un clima cordiale e di condivisione reciproca - le sue richieste per la prossima stagione. Anzi no, errata corrige: la richiesta è solo una. Fare una squadra per vincere. Da quella dipendono tutte le altre. L’allenatore ha accettato il progetto milanista per ricostruire al primo anno centrando la Champions League (per la cui ufficialità mancano sette punti) e per vincere al secondo; anche perché, come è stato lui stesso a ripetere più volte, in un club come il Milan si deve vincere. Tutto il resto viene dopo. E, per farlo, serve che gli venga costruita una squadra competitiva. La direzione invocata da Allegri è chiaramente tecnica - servono almeno quattro calciatori alla Rabiot, cioè esperti, di status, già pronti per vincere - ma anche e soprattutto ideologica: un club come il Milan se ne fa il giusto degli attivi di bilancio, un club come il Milan può puntare a qualificarsi in Champions solo per ripartire e non si può essere soddisfatti ogni anno del solo piazzamento, in un club come il Milan nessuno è più grande del club stesso. Considerando come sono andate le ultime annate, utile che sia stato ribadito anche ieri.