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Ordine consiglia: "È bene che Cardinale tenga il punto e si liberi di Ibra se questo è il tappo alle sue scelte"

di Antonello Gioia

Nel corso del suo editoriale per MilanNews.it, il giornalista Franco Ordine si è così espresso sulla gestione del Milan da parte di RedBird: "Due concetti essenziali mi sono rimasti impressi dopo il famoso incontro con Gerry Cardinale seguito alla sconfitta con il Cagliari, alla perdita secca della Champions league e di conseguenza alla decisione di esonerare l’intera linea di comando rossonera. Sono stati i seguenti: 1) fino ad ora ho sempre delegato, mi sono sempre fidato insomma, da ora in avanti prenderò in prima personale le decisioni più importanti; 2) entro sette-giorni ci saranno i nuovi dirigenti pronti a lavorare per la prossima stagione. Le voci di un profondo dissidio emerso in queste ultime ore tra Cardinale e Ibrahimovic a proposito della scelta dei collaboratori del futuro Milan confermano che il nodo rimasto è arrivato al pettine molto presto. Mi spiego: è impossibile che una squadra di calcio della storia del Milan abbia due linee guida, due correnti di pensiero. Questo tipo di conduzione emersa ai tempi di Furlani-Maldini e poi proseguita con Furlani-Allegri è una vocazione al disastro.

Ne abbiamo avuto riprova anche durante il finale dell’era berlusconiana con il club diviso in due stati uno contro l’altro armato. A questo punto è bene che Cardinale tenga il punto e si liberi di Ibra se questo è il tappo alle sue scelte. Zlatan ha fin qui dato retta esclusivamente al proprio ego gigantesco. Fare il calciatore, ad altissimo livello, e fare il dirigente di calcio non significa fare lo stesso mestiere. E per fare il secondo bisogna avere, specie per chi è a digiuno di esperienza, una dose industriale di umiltà e disponibilità a studiare come ha spesso sottolineato proprio Paolo Maldini. La morale è allora la seguente: uno (a comandare) è sempre meglio di due".


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